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Treni, odissea continua. Nagni ammette i problemi: «Lavoriamo per risolverli»

Treni, odissea continua. Nagni ammette i problemi: «Lavoriamo per risolverli»

Una falsa partenza, con un guasto all’aria condizionata nel primo viaggio verso Roma mercoledì scorso. A fine settimana, invece, lo Swing si riprende il ruolo di ‘eroe’ dei pendolari molisani prelevando i passeggeri del treno da Napoli fermo, definitivamente dopo soste sempre più frequenti, da almeno mezz’ora a Carpinone. Nei giorni più caldi dell’anno, senza aria condizionata perché il treno in questione è il caro vecchio ‘663’, l’attesa dei molisani nella stazione fra Isernia e Bojano è davvero infernale.
A una settimana dal viaggio inaugurale, invece, (ieri mattina) lo Swing osserva il turno di sosta stabilito dal piano dell’azienda per le verifiche. Da Campobasso non parte proprio. Alle 6.15 verso Roma va il Minuetto, alle 8.36 – visto che a disposizione c’è ancora quel ‘663’ – Trenitalia decide che è più sicuro optare per il bus sostitutivo. Peccato non basti, altra odissea fino alla Capitale: molti viaggiano in piedi e scomodi. Disagi a non finire anche per la corsa di ritorno.
Su Facebook il leader della Banda della Masciona Pippo Venditti racconta in un video la sua traversata: 40 gradi fuori e 48 nella carrozza, convoglio a destinazione con oltre un’ora di ritardo, lui ha avuto un attacco di tachicardia.
Decisamente la nuova fase dei rapporti con la società di Fs non è cominciata sotto i migliori auspici. Disservizi sempre all’ordine del giorno. Eppure c’è il treno nuovo (certo è uno solo), il nuovo contratto (fino al 2023) e ci sono i debiti saldati. A gennaio la giunta Frattura ha pagato tutto ciò che la Regione doveva da anni a Trenitalia: 90 milioni. E il peso di questa cifra lo sentono tutto i pendolari quando nel convoglio c’è un caldo che non si respira o quando il treno si arrende. E quando l’aria condizionata dello Swing li abbandona, seppure già a Valmontone ormai.
Cosa fa la Regione? È questa la domanda dei pendolari, più o meno assidui, che scelgono il trasporto ferroviario. «Io l’ho detto nella conferenza stampa quando abbiamo inaugurato lo Swing: è un primo passo, con un treno non si risolvono problemi che io non nego, ci mancherebbe. Semplicemente, però, ci vuole tempo. Investimenti per qualificare ed elettrificare la linea e noi ci abbiamo scommesso, investimenti per treni nuovi». L’assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni respinge l’impennata di polemiche. «Le notizie funzionali, quando va tutto come deve andare, non diventano mai notizie. Eppure nel report che Trenitalia ci consegna, e che è a cura di terzi, emerge che da gennaio su 100 treni che viaggiano 86 sono puntuali. Comunque – ragiona poi più a mente fredda – io non ho mai nascosto le difficoltà. Se non togliamo dalla rete i ‘663’ non risolviamo il problema. A inizio 2018 puntiamo ad avere un altro Swing e non vi nascondo che sto cercando di capire se le Regioni che hanno elettrificato le linee locali abbiano disponibilità di mezzi diesel che a noi possono essere utili. Ma io, la Regione, posso agire in base alle norme e a quel che prevede il contratto. Ecco perché la soluzione migliore sta nella ricerca del partner sul mercato. Lo faremo con la procedura informativa europea che avvierò entro fine mese. Potrà essere chiaramente ancora Trenitalia all’esito della gara, ma le condizioni saranno completamente diverse. Le detteremo davvero noi in base a quello che realmente serve ai nostri pendolari».
Col contratto firmato fino al 2023, un contratto ponte, tutti si aspettavano che le cose intanto cominciassero a cambiare però. Anche l’Authority, proprio in questi giorni, ha avvertito le Regioni chiedendo di garantire di più i passeggeri nei rapporti con le società concessionarie. «Abbiamo aumentato le penalità, le percentuali. Sapete che se nel primo anno Trenitalia non mantiene il livello di puntualità fra l’87 e il 90% va in penalità?», spiega Nagni.
Che non accetta la descrizione di una situazione disastrosa. «Io credo fosse peggio quella che ho trovato, è chiaro che dopo anni ora si è amplificata».
Novanta milioni, però, sono 90 milioni. «Erano debiti, dovevamo pagarli. E per la prima volta una Regione considerata fra i furbi si è dimostrata invece virtuosa facendoci recuperare credibilità a Roma. Inoltre, io con Trenitalia protesto giornalmente, chiedo e ricevo report settimanali. Studio dove il sistema non ha funzionato e dove sono scattate le sanzioni. Ma i sistemi sono quelli previsti dal contratto. Ecco perché è su questo fronte che agiremo. E le condizioni saranno diverse». ritai

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