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Accordi con Amadori e Cigs, i sindacati nazionali chiedono un incontro a Palazzo Vitale

Accordi con Amadori e Cigs, i sindacati nazionali chiedono un incontro a Palazzo Vitale

Fare il punto sullo stato di attuazione degli accordi siglati col gruppo Amadori a Roma il 28 febbraio a Roma e affrontare la questione degli ammortizzatori, che per i 280 addetti dalla Gam scadono il 4 novembre.
Questi gli argomenti che i sindacati nazionali di categoria, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, puntano a discutere in un incontro che hanno chiesto alla Regione.
In attesa del rilancio e della ripartenza, ipotizzati con scadenze non ravvicinate e che sta anche scontando i primi ritardi, gli ex operai e impiegati della Gam sono in cassa integrazione straordinaria per altri pochi mesi. Dal 4 novembre in poi certezze non ve ne sono. Impegni, quelli sì. Il governo nazionale si è impegnato alla Camera e al Senato, accogliendo gli ordini del giorno di Leva e Ruta, a emanare un provvedimento – anche di natura non normativa – che renda certa l’applicazione del Milleproroghe alla situazione della Gam e quindi l’allungamento della Cigs per altri 12 mesi. Una circolare ministeriale, si è ipotizzato. Che, però, ancora non è stata firmata. Intanto le settimane passano e la situazione rischia di tornare assai tesa. Perché, Cigs a parte, dall’Inps nazionale non sono giunti cenni positivi sull’accessibilità alla Naspi. E, pur dando per acquisito un altro anno di cassa integrazione, i tempi restano disallineati (e le maestranze resteranno senza copertura).
Amadori infatti riaprirà l’incubatoio non prima della metà del 2018 (otto mesi dopo l’avvio dei lavori di ristrutturazione che però prima dell’autunno è difficile che siano avviati). Oggi, intanto, scade il bando del Psr che potrà essere utilizzato dalla società del gruppo Agricola Vicentina per l’impianto. Bisogna calcolare i tempi dell’istruttoria e dell’aggiudicazione (forse anche quelli dell’erogazione materiale delle risorse). Per il macello la tempistica è assai più lunga: tre anni almeno dall’inizio della ristrutturazione. In questo caso il contributo pubblico arriverà da un contratto di sviluppo, per il quale Amadori deve presentare istanza a Invitalia.
Per fare il punto su tutto, i segretari nazionali di Flai, Fai e Uila hanno chiesto l’incontro al governatore.

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