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Campobasso, il caso Don Milani ‘spacca’ la maggioranza

Campobasso, il caso Don Milani ‘spacca’ la maggioranza

Col passare dei mesi si è rivelata la vera spina nel fianco dell’amministrazione di Palazzo San Giorgio, tanto da spingere il sindaco Battista – a dicembre dello scorso anno – a revocare la delega affidata all’inizio della consiliatura all’assessore Pietro Maio, per gestire in prima persona la delicata materia.
Ma la ‘patata bollente’ dell’edilizia scolastica sta tutt’ora creando non pochi problemi al primo cittadino.
Certo, la situazione complessiva degli edifici di Campobasso – la maggior parte non risponde ai nuovi criteri antisismici, poiché costruita prima degli anni ‘80 – non ha aiutato Battista. Ma la gestione dell’emergenza, da via Crispi, passando per la Nina Guerrizio, fino alla Don Milani e alla scuola di Mascione, a detta di molti è stata fallimentare.
Le critiche più aspre sono arrivate in primis dai genitori degli alunni di via Leopardi, cui sono seguiti attacchi al vetriolo da parte dell’opposizione, 5 Stelle e civici in testa.
Ora qualche mal di pancia sembra emergere anche all’interno della maggioranza.
Voci di corridoio parlano di un malumore diffuso, messo nero su bianco in un documento che in calce porta le firme di sette consiglieri: quelle di Giovanni Di Giorgio e Antonio Di Rienzo, eletti tra le fila del Molise di Tutti, Sabino Iafigliola , ex presidente dell’Assise civica, Federico Sarli, vicino a Vincenzo Niro, e dei tre esponenti del Pd Pino Libertucci, Giovanna Viola e Ferdinando Massarela (il primo orlandiano e gli ultimi due dell’area Frattura).
Motivo della ‘rivolta’ – almeno quello ufficiale – i ritardi dei lavori di riqualificazione del corpo “b” della scuola di via Leopardi.
Il 12 settembre, infatti, le 18 classi della Don Milani non potranno rientrare nell’edificio di Vazzieri, e quasi sicuramente continueranno ad essere ospitate nei locali dell’Unimol, alla Petrone e al Liceo Artistico Manzù.
Una ‘promessa’ mancata (a gennaio scorso il primo cittadino aveva garantito la normale ripresa delle attività didattiche con l’inizio del nuovo anno scolastico) che ha fatto storcere il naso ai sette esponenti di maggioranza, molti dei quali avevano rassicurato personalmente i genitori degli alunni sul ‘rientro’ a settembre nella scuola di via Leopardi.
Certo, non si tratta di una mozione di sfiducia all’indirizzo di Battista, ma il documento degli ‘scontenti’ è sicuramente un’altra prova delle frizioni all’interno della maggioranza. Frizioni iniziate già nella scorsa primavera con la corsa alla segreteria nazionale del Pd e recentemente con la nascita dell’Ulivo 2.0, quando tutte le pedine dello scacchiere di Palazzo San Giorgio si sono posizionate dall’una e dall’altra parte, metà con il senatore Ruta metà con il governatore Frattura.
È opinione diffusa che fino alle prossime elezioni regionali, in programma nei primi mesi del 2018, il clima si surriscalderà di giorno in giorno. md

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