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Saldo negativo per l’export molisano nel 2016, peggio solo altre 3 regioni

Saldo negativo per l’export molisano nel 2016, peggio solo altre 3 regioni

Nel 2016 il Molise ha esportato merci per 147,9 milioni di euro e ne ha importate per 235,1. Un saldo negativo, evidenziato dalla Cgia di Mestre che ha elaborato dati Istat non ancora definitivi, pari a 87,2 milioni.
Nella graduatoria nazionale il Molise si colloca al 17esimo posto, seguito da Calabria, Basilicata e Lazio. Tutte le altre regioni, dalla Valle d’Aosta (16esima) in su, hanno il segno più. Positivo, inoltre, il dato generale dei prodotti “made in Italy”, il cui saldo commerciale nel 2016 è stato di 121,6 miliardi e pressoché in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni. Un risultato che colma abbondantemente quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri “non made” (-31,2 miliardi di euro), tradizionalmente riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate.
Tra i prodotti “made”, la parte del leone l’hanno fatta i macchinari (motori, turbine, pompe, compressori, rubinetteria, forni, bruciatori, macchine per l’industria delle pelli, delle calzature e per la lavorazione dei metalli) con un saldo positivo di ben 48 miliardi di euro (pari al 39,5% del saldo del “made in”). Ottima la performance anche del comparto della moda (tessile, abbigliamento, calzature e accessori) che ha raggiunto un risultato positivo di 18 miliardi e dei prodotti in metallo (cisterne, serbatoi, radiatori, coltelleria, stoviglie, generatori di vapore, utensili) che hanno raggiunto quota +10,9 miliardi e dei mobili (+7,2 miliardi).
Le altre produzioni manifatturiere, quelle cioè non ascrivibili al “made in Italy”, si sono caratterizzate per saldi commerciali molto negativi: l’industria della carta, stampa e del legno (escluso i mobili) con -1,4 miliardi, il tabacco con -1,8 miliardi, i prodotti metallurgici (fonderie, produzioni di ferro, acciaio, ferro-leghe, tubi, condotti, cavi) con -2,9 miliardi, le auto con -4,7 miliardi, la chimica-farmaceutica con 8,6 miliardi e i computer e l’informatica con -11,6 miliardi.

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