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Area Matese come un’unica città. Dalle farmacie agli infermieri: strategia comune da 6,7 milioni

Area Matese come un’unica città. Dalle farmacie agli infermieri: strategia comune da 6,7 milioni

Le farmacie rurali, l’infermiere e l’ostetrica di comunità.
Una rete di professionisti messa al servizio di un’area vasta. Sono 14 i Comuni protagonisti della Strategia ‘Area Matese’, approvata dal comitato tecnico nazionale per le aree interne e finanziata con 6,7 milioni di euro.
Le amministrazioni interessate, che ieri hanno presentato l’iniziativa insieme al presidente della Regione Paolo Frattura a Palazzo Vitale, sono: Boiano, Campochiaro, Cantalupo nel Sannio, Castelpetroso, Cercepiccola, Colle d’Anchise, Guardiaregia, Roccamandolfi, San Giuliano del Sannio, San Massimo, San Polo Matese, Santa Maria del Molise, Sepino e Spinete (che è anche il Comune coordinatore del progetto).
È stato proprio il primo cittadino di Spinete Andrea Romano a illustrare le tappe che hanno portato al ‘patto’ fra sindaci.
Il primo nella zona e forse in assoluto, comunque il primo che coinvolge in maniera associata enti che amministrano una fetta di popolazione così consistente: 20mila abitanti. Una «città policentrica matesina», l’ha definita Romano citando le parole del sindaco di San Giuliano del Sannio. «Abbiamo coinvolto operatori economici, associazioni» e definito la strategia «in base a quattro assi che compongono il documento: sanità, istruzione, mobilità e sviluppo locale. Una sfida importante». Un investimento, ha proseguito Romano, sul patrimonio ambientale, forestale, agricolo, architettonico, archeologico del Matese. La strategia la detta la Regione, dunque, «incentivando l’associazionismo fra i Comuni». Il territorio individua gli obiettivi e quindi, il ragionamento del governatore Frattura, «va data delega piena agli amministratori locali. Se poi gli amministratori si consorziano per innalzare la qualità della vita dei residenti, il salto culturale per cui ci siamo impegnati si sta concretizzando».
Alla valorizzazione del patrimonio, ha spiegato, si aggiunge la novità di servizi territoriali per la salute, «utilizzando le tante farmacie rurali che diventano veri e propri presidi sanitari in grado di garantire terapie, i farmaci e la loro somministrazione a favore dei pazienti su territori periferici». E così l’infermiere e l’ostetrico di comunità. Il valore complessivo dell’iniziativa, ha riepilogato, è di 6,7 milioni: il 50% circa a valere su fondi nazionali, la rimanente quota sul Por Molise 2014-2020.
Sia Frattura sia i sindaci hanno infine evidenziato il ruolo attivo e importante dell’Università del Molise nell’elaborazione del progetto che ha ricevuto il placet da Roma.

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