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Mobilità in deroga, Comuni a sostegno dei lavoratori. «La battaglia va avanti»

Mobilità in deroga, Comuni a sostegno dei lavoratori. «La battaglia va avanti»

Sono numerose le amministrazioni comunali molisane intervenute a sostegno delle rivendicazioni del comitato dei lavoratori esclusi dalla percezione della mobilità in deroga. Che per questo motivo ringrazia i sindaci di Bojano, Salcito, Frosolone, Baranello, Ferrazzano, Campolieto, Matrice, Campodipietra, Sant’Angelo Limosano, Limosano, Toro, Larino, Oratino, Busso, San Giuliano di Puglia e Monacilioni.
«Il loro interessamento ufficiale – rende noto il comitato – con una nota inoltrata alla Prefettura ci fa sentire meno soli e ci incoraggia a proseguire la lotta nei confronti dell’Inps e della Regione Molise che con una scelta improvvisa, ingiusta e arbitraria ci ha negato il diritto a percepire 13 mensilità della mobilità in deroga 2015 e 2016».
Gli interessati si sono rivolti anche agli avvocati per chiedere la tutela dei loro diritti in sede amministrativa e giudiziaria. «Non è possibile che con una superficialità disarmante e una leggerezza sorprendente la Regione ha cambiato le regole in corso d’opera e ci ha impedito di presentare la domanda di mobilità in deroga nonostante il diritto fissato dalla legge nazionale ad accedere alla prestazione. Siamo rimasti senza parole nel leggere la lettera inviata dalla Prefettura di Campobasso al presidente del nostro comitato, Carolina D’Antino. Come si fa a scrivere dopo un anno e più di lotte, assemblee, ricorsi legali, diffide, impugnative e manifestazioni a scrivere su una nota ufficiale che il nostro presidente del comitato non ha presentato le domande all’Inps? Ringraziamo nuovamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per essere intervenuto in nostra difesa con la sua nota alla direzione generale dell’Inps del 27 gennaio scorso e ci auguriamo che tra Ufficio Territoriale del Governo di Campobasso e direzione provinciale Inps prestino maggiore attenzione, in futuro, al nostro problema».
La battaglia andrà avanti comunque, assicurano: «Non ci fermeremo e tutti questi atti non resteranno nei cassetti ma li porteremo a conoscenza di tutte le autorità perché ciascuno risponde di quello che ha fatto».

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