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Il sangue scarseggia, in campo l’Anps: chi può vada a donarlo

Il sangue scarseggia, in campo l’Anps: chi può vada a donarlo

Dopo l’appello dell’Avis si mobilitano anche altre associazioni per sollecitare la donazione di sangue. Fra le prime, l’associazione nazionale della Polizia di Stato con la sezione di Campobasso intitolata a Carlo Tufilli.
Sono oltre 160 i soci che hanno ricevuto la lettera firmata dal presidente Aldo Botticella, lettera inviata anche alla questura, alla Scuola Allievi agenti, alla Polpost, alla sezione della Polstrada e al posto di Polfer di Campobasso. Per l’iniziativa l’Anps ringrazia l’ispettore in pensione Pasquale Fuschetto che ha garantito la consueta «sensibile collaborazione».
D’estate in special modo gli ospedali vanno in sofferenza, i donatori vanno in vacanza, comunque diminuisce l’afflusso e, al contempo, spesso aumentano incidenti e traumi che richiedono operazioni d’urgenza. A Campobasso, fra il Cardarelli e la Fondazione Giovanni Paolo II si è registrata la situazione di difficoltà denunciata dalla sezione Avis guidata da Eugenio Astore. All’ospedale regionale, in particolare, gli interventi programmati possono subire rinvii. Mentre le emergenze sono garantite.
Anche l’Anps, dunque, invita tutti coloro che possono farlo a recarsi presso i centri trasfusionali a donare il sangue.
Nella lettera, il presidente Botticella ricorda che «nel periodo estivo, i presidi ospedalieri molisani soffrono per la carenza di sangue» e per questo invita alla donazione.
«Possono donare tutti coloro i quali hanno un’età compresa tra 18 anni e i 65 anni, pesano più di 50 chilogrammi e presentino uno stato di salute buono. Donare il sangue è uno dei gesti di solidarietà ed altruismo più grandi che ognuno di noi può fare. Ma dietro il semplice gesto di consapevolezza e civiltà si nasconde anche un modo per preservare la propria salute e mantenersi in forma.
La donazione periodica del sangue, infatti, garantisce ai donatori un controllo costante sul loro stato di salute. Questo – prosegue la nota – consente di tenere monitorato il proprio organismo regolarmente con un chek-up completo e gratuito e di scoprire eventuali malattie in fase iniziale. Ad ogni donazione, infatti, il sangue del donatore viene analizzato attraverso un esame emocromocitometrico completo che permette di controllare i componenti ed i valore del sangue (globuli rossi e bianchi, colesterolo, glicemia, transaminasi). Vengono inoltre effettuati i test relativi all’ HIV Ab 1-2, all’epatite B e C e alla sifilide. Ogni donatore poi ha una propria scheda medica personale in cui vengono annotati ogni volta i risultati degli esami effettuati, il peso corporeo ed i valori della pressione. Se nel tempo qualcuno di questi parametri dovesse variare in modo considerevole, il medico è in grado di cogliere le variazioni e segnalare la cosa al paziente».
Non è dannoso, sottolinea Botticella, donare il sangue. «Non c’è niente di più infondato di questa credenza perché questo piccolo salasso consente di rigenerare il sangue e ne aiuta il ricambio. In più tra una donazione e l’altra (ogni sei mesi per le donne e ogni tre mesi per gli uomini) intercorrono lunghe pause in modo da non sottoporre l’organismo a uno stress.
Durante la donazione vengono prelevati al massimo 450 millilitri di sangue, in pratica mezzo litro di liquido circolante di sangue, su una media di circa 7 litri presenti nel nostro corpo.
Donare il sangue, almeno una volta all’anno, riduce le malattie cardiovascolari come recenti studi hanno dimostrato. Questo grazie alla diminuzione dei livelli di ferritina tissutale, e quindi di ferro, che si verifica dopo la donazione di sangue. Le donazioni determinano infatti una riduzione dei depositi di ferro ed un aumento del flusso ematico arterioso e quindi favoriscono la prevenzione di malattie cardiovascolari. Inoltre, è stato dimostrato come donare sangue riduca drasticamente il rischio di infarto e la propensione al diabete di tipo 2 (insulino-dipendente)».
Non solo, la donazione per molti è una cura antistress. «Difficilmente chi non ha mai donato può comprendere la sensazione di pienezza ed euforia che si prova dopo avere compiuto una donazione di sangue. La consapevolezza di aver fatto del bene, e magari aver aiutato bambini malati di leucemia, persone in gravi condizioni dopo un incidente oppure che subiscono un’operazione chirurgica, stimola nell’organismo la produzione di alcuni ormoni, tra cui l’ossitocina, che sono in grado – conclude il presidente della sezione Anps – di diminuire lo stress e cancellare le tensioni».

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