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Asilo nido ‘fuori gioco’, lavoratrici licenziate

Asilo nido ‘fuori gioco’, lavoratrici licenziate

Tredici educatrici licenziate e 70 famiglie impossibilitate a lasciare i propri bambini in mani esperte, mentre si trovano al lavoro. Questo il drammatico quadro che sta per concretizzarsi a Isernia dopo che l’amministrazione comunale ha deciso di chiudere l’asilo nido di via Umbria. Si tratta dell’unica struttura pubblica destinata ai bambini da 0 a tre anni e composta anche dalla sezione Primavera. L’asilo è gestito da circa quattro anni dalla cooperativa ‘Nuovassistenza onlus’ all’interno dei locali del plesso di San Leucio. Ebbene, ora il Comune ha deciso di ‘requisire’ le aule che fino tra pochi giorni avrebbero dovuto riaprire i battenti per i piccoli ospiti, per destinarle ad alcune classi delle scuole elementari. Con una nota ufficiale, l’assessora all’edilizia scolastica, Sonia De Toma, ha annunciato lo smantellamento della struttura, chiedendone il rilascio entro il 5 settembre. Sembra che a determinare questo stato di cose sia stata anche la mancata approvazione, per ora, del progetto delle sezioni Primavera da parte della Regione. Tale argomento è all’ordine del giorno del Consiglio proprio in queste ore e tutto lascia presagire che i finanziamenti, come negli anni passati, arriveranno. Nonostante questo il Comune, con un colpo di spugna, ha chiuso l’asilo nido e pare proprio che la stessa sorte sarà destinata alle analoghe strutture, gestite sempre dalla Nuovassistenza, dei plessi San Lazzaro e San Pietro Celestino.
La cooperativa quindi si è vista costretta a inviare, proprio nei giorni scorsi, il preavviso di licenziamento a tutto il personale: 10 educatrici a tempo indeterminato e tre a tempo determinato. Dal primo ottobre tutte saranno senza lavoro e gli sforzi e i sacrifici compiuti in questi anni saranno vanificati. Quattro anni fa quelle aule si presentavano spoglie e le maestre, pur di offrire un luogo confortevole e amabile ai ‘loro’ bambini, hanno preso in mano persino i pennelli, pitturando le mura e sistemando arredi e servizi.
Ma se queste 13 donne si troveranno improvvisamente senza un’occupazione, il disagio sarà vissuto anche dalle famiglie che sin dal mese di febbraio avevano iscritto i figli all’asilo nido, potendo contare su un’istituzione pubblica, di qualità e a costi contenuti.
A quanto pare a pochi giorni dall’apertura delle scuole il Comune è di nuovo alle prese con l’emergenza sicurezza, visto che è costretto chiudere un’intera struttura pur di recuperare spazi disponibili. E questo senza considerare le esigenze di educatrici e bambini.

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