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Spaccio di droga, il clima è rovente

Spaccio di droga, il clima è rovente

«Non c’è tempo da perdere. Alcuni gruppi di migranti spacciano droga in alcuni luoghi sensibili della città d’Isernia. Ho ricevuto in questi giorni diverse segnalazioni da parte di alcuni conoscenti. Bisogna intervenire senza indugi per debellare un fenomeno che potrebbe portare tanti giovanissimi di Isernia nel tunnel della droga. Mi auspico un intervento immediato del prefetto Guida affinché convochi entro brevissimo tempo un tavolo per la sicurezza pubblica con i rappresentanti delle forze dell’ordine per arginare un fenomeno che preoccupa i cittadini del capoluogo».
Invoca un maggior controllo del territorio l’assessore alla cultura del Comune di Isernia Eugenio Kniahynicki e in modo particolare accende i riflettori su tre luoghi divenuti teatro di spaccio a cielo aperto: l’area della stazione ferroviaria, la villa comunale e il monumento ai caduti.
L’assessore ha recepito le segnalazioni di alcuni suoi conoscenti e nei giorni scorsi ha chiesto l’intervento di polizia e carabinieri che hanno effettuato dei riscontri immediati nei pressi del monumento ai caduti. Lo stesso assessore era lì ad attenderli. Addosso ai migranti non è stato trovato nulla ma l’impegno delle forze dell’ordine è costante.
Intanto occorre presidiare costantemente queste tre zone in modo particolare la villa comunale dove ogni giorno ci sono tanti bambini e non è certo bello assistere a scene che mettono a dura prova i nervi di tanti genitori. Qualcuno ha riferito all’assessore di essere stato avvicinato da un migrante che gli offriva marijuana. «In qualità di esponente della giunta comunale ritengo che siamo in grado di supportare le forze di polizia nei controlli che mi auspico siano intensificati in modo costante anche nei centri di accoglienza».
Sul tema sicurezza il clima a Isernia è diventato molto pesante. Si ha l’impressione che la musica stia cambiando vista la pressione della pubblica opinione a favore di un’azione più decisa nei confronti dell’invasione dei migranti che si sta facendo ogni giorno più forte. Da più parti si invoca anche l’uso delle telecamere per contrastare i fenomeni legati alla criminalità.
A dire il vero quando era sindaco Brasiello fu annunciata in pompa magna la centrale operativa del servizio di videosorveglianza nei locali della polizia municipale, finalizzata alla sicurezza dei cittadini. Furono installate 22 telecamere in alcuni punti nevralgici della città. Il costo complessivo fu di 80mila euro. Due telecamere furono installate in piazza della Repubblica, nei pressi della stazione, altre due all’altezza di piazza Tedeschi nei pressi del Tribunale e della villa comunale. Dunque, le aree oggi ritenute a rischio erano state coperte e potevano essere di valido aiuto anche al lavoro degli inquirenti. Ma queste telecamere funzionano? Da voci molto attendibili sembra che non funzionano, risultano inattive e anche la regia della centrale operativa del servizio di videosorveglianza presso il comando dei vigili urbani risulta spenta in quanto il segnale è talmente labile che rende inefficaci le immagini. Non rimane che attendere a breve l’installazione di altre 30 telecamere con i fondi stanziati dalla Regione Molise, con la speranza che il servizio sia effettivamente di pubblica utilità e i soldi spesi bene.
Con tutti i problemi che ha la città d’Isernia ci si doveva infilare in questo vicolo cieco anche quello dello spaccio a cielo aperto. Il problema riguarda solo una sparuta minoranza dei migranti, ma va comunque affrontato e risolto con ogni mezzo. Isernia è stata sempre una città tranquilla, salvo i raid compiuti negli appartamenti da gente senza scrupoli proveniente da fuori regione. Gli spacciatori locali sono noti alle forze dell’ordine e vengono continuamente monitorati. Questi migranti, invece, sono molto furbi e attenti a non incappare nelle maglie delle forze dell’ordine. Siamo sicuri che prima o poi i nostri poliziotti, carabinieri e finanzieri sapranno individuarli e consegnarli nelle mani della giustizia. È quanto si auspicano i cittadini di Isernia ormai convinti che non si può continuare di questo passo. Sarebbe troppo pericoloso per la salvaguardia di molti giovanissimi del capoluogo in cerca di chissà quale ebbrezza. Non sappiamo quando si arriverà a estirpare questo cancro ma la sensazione è che le forze dell’ordine siano sulla buona strada nell’individuare questi pusher migranti.
L’ultimo consiglio proviene da molti nostri lettori: davanti ai supermercati, fruttivendoli, bar e attività varie ci sono tanti migranti che chiedono soldi con lo slogan insistente «ciao capo». Bisognerebbe far capire loro che potrebbero offrire un contributo in altro modo, magari aiutando ad attraversare la strada a qualche vecchietto in difficoltà o in qualche lavoro socialmente utile.
Infine occorre capire quale sarà il destino degli altri migranti, sicuramente tutta brava gente, che vediamo girare per strada o in bici, seduti su qualche panchina col telefonino all’orecchio. Siamo d’accordo sull’accoglienza, da sempre siamo un popolo accorto e sensibile; ma nessuno sa quale sarà il loro destino e quanto tempo rimarranno a Isernia. In questi ultimi tempi si è capito che è giunto il momento di contenere la marea dei migranti se non vogliamo esserne sommersi. Forse con troppo ritardo ci siamo accorti che non possiamo permetterci di prenderci cura di tutti i disgraziati della terra. Ce ne sono già troppi da noi, soffrono in silenzio e nessuno sa come aiutarli, nemmeno i centri Caritas sommersi da tante richieste di aiuto.

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