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Vertenza Seac, i sindacati non mollano: «Faremo di tutto per salvare gli autisti»

Vertenza Seac, i sindacati non mollano: «Faremo di tutto per salvare gli autisti»

Sono amareggiati ma allo stesso tempo pronti a difendere il loro posto di lavoro con ogni mezzo. Sono 10 gli autisti della Seac che il prossimo 11 settembre rischiano di tornare a casa. L’azienda che gestisce il trasporto in città ha infatti deciso di ridurre il personale a seguito del taglio di circa 170mila chilometri operato dal Comune. Una sforbiciata che era stata ampiamente annunciata già a gennaio scorso quando la Regione comunicò che avrebbe ridotto i finanziamenti per il trasporto locale agli enti locali. Dopo mesi di trattative, scioperi, e tavoli tra le parti l’iniziale taglio del 30% delle risorse è stato ridotto al 15%. Un risultato che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai lavoratori, che già a marzo scorso avevano rischiato di perdere il posto. Ma ora, a distanza, di qualche mese, la Seac ha avviato nuovamente la procedura di licenziamento collettivo per 10 autisti.
Le sigle sindacali Faisa Cisal, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil e Ugla, che hanno già proclamato qualche giorno fa lo sciopero per il 15 settembre, stanno pensando di mettere in campo altre manifestazione di protesta. In particolare la Ugla ha annunciato che in settimana le parti sociali incontreranno i lavoratori per decidere sul da farsi, e non si esclude un sit-in di protesta davanti alla sede della Seac, che per il momento rimane ancorata sulle sue posizioni.
Secondo i sindacati il taglio dei chilometri non giustificherebbe il licenziamento di ben 10 autisti. «Ulteriore elemento da considerare – evidenziano – è che il cosiddetto fabbisogno orario, stimato in base alla velocità commerciale di 16 chilometri orari, determina una necessità di operatori superiore a quella residua individuata dalla società con il taglio dei chilometri (vale a dire 22 autisti). Se con un taglio del 25% i chilometri previsti fossero 816000, questi necessiterebbero di circa 30 operatori». Inoltre l’azienda sta «ragionando come se il taglio fosse del 25%, quando in realtà è del 15%. «Noi abbiamo avanzato diverse proposte – ha spiegato Nicolino Libertone dell’Ugla – per mantenere tutti i posti di lavoro, come il prepensionamento di alcuni autisti o i contratti di solidarietà. Mandare a casa 10 persone con un’età compresa tra i 45 e i 50 anni significa condannarli alla disoccupazione. A questa età – si domanda amareggiato – come possono trovare un altro impiego?».
Ma il problema non riguarda soltanto i lavoratori: «Con 10 autisti in meno come si farà a garantire il servizio? Durante l’orario estivo – spiega – e con tutto l’organico a disposizione non abbiamo garantito neppure il servizio minimio visto che sono state tagliate linee importanti come l’Uno Rosso, attiva fino alle 14.30, e l’Uno Nero. Con l’orario invernale forse verranno meno anche altre linee. E si sa che l’utenza da servire, con la riapertura di scuole e uffici, in questo periodo aumenta». Insomma nuvole nere all’orizzonte sia per gli autisti che per i campobassani, che con molta probabilità in autunno dovranno fare i conti con un servizio di trasporto ridotto all’osso.

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