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Isernia. I sindaci dicono ‘no’ al collegio unico, chieste più garanzie

Isernia. I sindaci dicono ‘no’ al collegio unico, chieste più garanzie

Il collegio unico spiazza i sindaci di Isernia, presenti in massa ieri pomeriggio nella sala consiliare del palazzo di via Berta per l’incontro col governatore Frattura sulla nuova legge elettorale. L’ipotesi di escludere lo sdoppiamento dei ‘bacini’ elettorali, di fatto non offre alcuna garanzia sul numero dei seggi che verranno assegnati alla zona pentra, già fortemente penalizzata, negli ultimi cinque anni, dall’esigua rappresentanza in consiglio regionale.
Il presidente della Regione è arrivato a Isernia per presentare agli amministratori locali la bozza messa a punto in questi giorni, che ha incassato l’ok della maggioranza. La proposta include i punti ‘cari’ a Frattura, cioè l’abolizione del voto disgiunto e del listino di maggioranza, la possibilità della doppia preferenza (con la seconda che dovrà essere pobbligatoriamente di genere femminile) e, appunto, un unico collegio per tutta la regione. Si voterà, sempre secondo tale bozza, su una sola lista per tutto il Molise, che presenterà 20 candidati. Gli esponenti politici che ‘appartengono’ a una determinata zona potreanno essere votati su tutto il territorio regionale. La scheda sarà unica e i consiglieri delle coalizioni in campo saranno collegati direttamente al presidente. Il premio di maggioranza, senza il listino, sarà ‘diviso’ tra i candidati delle liste che fanno parte della coalizione che avrà raggiunto il 60%dei consensi. Il candidato presidente che arriverà secondo entrerà in consiglio prendendo il posto dell’ultimo eletto del suo schieramento. Restano da decidere un paio di punti, la possibilità di sospensione dalla carica di consigliere della persona che verrà nominata assessore e, soprattutto, la soglia di sbarramento. Nel merito si sta guardando alle regole delle altre Regioni, quindi si sta valutanto un coefficiente tra il 5 e il 15%.
Gli amministratori della provincia di Isernia hanno ascoltato con grande attenzione le novità introdotte da questo prospetto, rilevando il problema del collegio unico. Tale criticità è stata espressa, nel corso di un dibattito dai toni pacati, dalla quasi totalità dei sindaci, dallo stesso presidente Coia, nonché dai consiglieri provinciali. Il rischio è quello che si concretizzi nuovamente una débacle per la zona isernina, che può attingere su numeri di molto inferiori rispetto alla provincia di Campobasso. La richiesta, pervenuta a Frattura dai primi cittadini, è stata quindi quella di apportare dei correttivi a questa bozza di legge, inserendo la garanzia che a Isernia tocchino tra i 5 e i 6 seggi. Del resto questo è stato il tema di cui si è parlato diffusamente nei mesi scorsi. I sindaci, partecipando a diversi incontri pubblici, si erano mostrati uniti nel sollevare malcontento per la poca rappresentanza in consiglio e determinazione sulla necessità che ci sia un’equa ripartizione dei posti nell’assemblea di Palazzo D’Aimmo.
«La maggioranza ha individuato un percorso condiviso così come richiesto dal consiglio regionale – ha detto Frattura -. Oggi (ieri ndr.) in provincia di Isernia c’è stato un confronto con gli amministratori sui temi riferiti principalmente alla circoscrizione e al numero delle circoscrizioni, considerando che su questo tema c’è stata la massima attenzione durante tutta la legislatura. Si tratta di chiarire pro e contro e spiegare qual è la linea che la maggioranza in consiglio vorrebbe proporre».
La bocciatura dei tre collegi
Il presidente ha ascoltato le istanze dei territori e ha mostrato disponibilità nel rivedere alcuni dettagli della legge. Sull’ipotesi dei tre collegi invece, sponsorizzata dall’assemblea regionale del Pd del 27 maggio scorso, Frattura ha spiegato che questa scelta aprirebbe tutta una serie di criticità, sottolineando poi che sugli 11 membri di maggioranza, evidentemente, non è passata la linea dei rappresentanti dei democratici.
«Per assegnare con certezza i seggi occorre che i partiti, le sigle, le civiche presenti nella circoscrizione raggiungano il coefficiente pieno – ha spiegato -. Quindi se noi riserviamo 6 seggi a due circoscrizioni e 7 a un’altra, per garantirne l’elezione, dobbiamo fare in modo che le liste che partecipano alla ripartizione raggiungano il coefficiente pieno. Laddove questo non succeda, vorrei capire come si fa a ragionare sul ‘resto’: sul resto di circoscrizione o sul resto regionale? E poi il premio di maggioranza, previsto al 60% per il presidente che vince la tornata elettorale, come viene ripartito tra le tre circoscrizioni? Questo è il modo serio e concreto di affrontare il problema e di trovare una soluzione».
La risposta alla Venittelli
Nelle ultime ore è stata Laura Venittelli a ‘rispolverare’ questa idea ed è proprio alla parlamentare molisana che il presidente ha inteso rispondere.
«L’espressione dell’assemblea fu a favore dei tre collegi da proporre al Consiglio regionale perché, voglio ricordare all’onorevole Venittelli che, così come il Parlamento fa le leggi, in Regione il Consiglio regionale legifera, nel rispetto della volontà e della posizione espressa da tutti i consiglieri – ha detto -. Ad ogni buon conto ho chiesto al responsabile della Federazione del Basso Molise, Pasquale Marcantonio, di convocare un incontro per discutere della proposta di legge elettorale che si terrà venerdì alle 18. In questo periodo non riesco a seguire con coerenza le dichiarazioni a giorni pari e a giorni dispari dell’onorevole Venittelli».
Valentina Ciarlante

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