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Tassista accoltellata a Isernia, parla il perito psichiatrico

Tassista accoltellata a Isernia, parla il perito psichiatrico

Incidente probatorio ieri mattina in tribunale sul caso del tentato omicidio-suicidio avvenuto il 30 maggio scorso sulla Statale 85, alle porte di Isernia.
Il giudice ha ascoltato il dottor Gualano, l’esperto che il 20 luglio venne incaricato di redigere una perizia psichiatrica sulla 34enne di Pettoranello del Molise che, mentre si trovava a bordo di un taxi, accoltellò la donna alla guida procurandole, fortunatamente, soltanto delle ferite al braccio e delle escoriazioni sulla testa.
In aula le due donne si sono ritrovate di fronte e inevitabilmente hanno rivissuto gli attimi che cinque mesi fa hanno tratteggiato la storia di una tragedia sfiorata solo per un caso. Il medico ha illustrato l’esito delle ‘analisi’ svolte sulla ragazza accusata di tentato omicidio che tanto clamore ha destato in città. Nel corso delle settimane passate, il perito ha avuto modo di incontrarla e di ascoltare la sua versione dei fatti su quanto accaduto. Quella mattina, intorno alle ore 10, dopo essersi fatta accompagnare in un negozio di Macchia d’Isernia dalla tassista, con cui aveva ‘viaggiato’ già in altre occasioni, la 34enne le si scagliò contro, ferendola con un coltello dalla lama di 25 centimetri appena acquistato in quello store. L’autista, una 35enne di Isernia, moglie del titolare della ditta che noleggia veicoli con conducente, riuscì ad accostare sul margine della carreggiata e la sua passeggera scappò via, dirigendosi verso il vicino viadotto. Nonostante i tentativi di fermarla, da parte di alcuni passanti, la donna si arrampicò sul ponte, scavalcò la recinzione e si lasciò cadere nel vuoto. La folta vegetazione che si trova nella zona sottostante impedì che quel volo diventasse letale e così, miracolosamente, la donna di Pettoranello si salvò.
In ospedale, di fronte al Gip, non seppe spiegare il motivo di quel gesto e pare che, mostrando una grande confusione, abbia dichiarato che le sue intenzioni, in realtà, erano quelle di farla finita.
Che sia stato davvero un raptus a scatenare quella violenza verrà stabilito nel corso delle prossime fasi dell’iter giudiziario
La vittima sta ancora scontando i postumi dello choc e del trauma riportato al braccio. Dopo aver subito diversi interventi chirurgici, dovrà sottoporsi ancora ad altre terapie per riacquistarne completamente l’uso.

VC

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