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Caos tirocini formativi a Isernia, chiesta la sospensione del bando

Caos tirocini formativi a Isernia, chiesta la sospensione del bando

La sospensione del bando dei tirocini formativi da parte della Regione è l’unica soluzione alternativa ai ricorsi per via giudiziaria. Gli esclusi sono infatti pronti a far valere i loro diritti poiché, nonostante avessero depositato tutta la documentazione per tempo, sono stati clamorosamente beffati per l’ormai noto problema avuto dal personale del centro dell’impiego di Isernia. Le loro domande sono state caricate in ritardo nel sistema informatico predisposto proprio per tale bando e così un intero territorio provinciale è stato tagliato fuori dal progetto. Dopo un colloquio avuto con l’avvocato campobassano Enzo Iacovino, molti dei 26 disoccupati che non hanno potuto aver accesso ai tirocini sono intenzionati ad andare avanti anche se nelle ultime ore è arrivato un appello, da parte dello stesso legale.
La segretaria regionale del Fiap, Filomena Calenda, che per prima ha segnalato l’anomalia avvenuta al centro per l’impiego, sta seguendo da vicino la vicenda e ha partecipato agli incontri avuti dai probabili ricorrenti con Iacovino.
La sindacalista e consigliera comunale vuole andare fino in fondo e ha sposato la tesi del legale, il quale ha paventato la possibilità che la graduatoria stilata dalla Regione venga sospesa, proprio per dare modo agli esclusi di avere una nuova possibilità.
«Ci sono aspetti patologici riguardo l’accaduto, giuridicamente parlando – ha dichiarato Enzo Iacovino -. Aspetti che vanno valutati sia dalla pubblica amministrazione, che potrebbe correggere gli errori in autotutela, sia da parte del tribunale coinvolto perché la legge trovi attuazione. È sintomatico che una provincia sia stata cancellata. Peraltro, mi risulta che la stessa sorte sia toccata all’area di Termoli. Che sia stato un errore informatico oppure umano, pur sempre di errore si tratta. Se nel sistema qualcosa non è andato per il verso giusto, e parlo del sistema perché non intendo puntare il dito contro nessuno e non voglio supporre alcuna volontarietà si può porre rimedio in autotutela». Parole che risuonano come un invito all’amministrazione regionale per mettere una ‘toppa’ all’errore che tanto clamore ha generato e che soprattutto ha visto spegnersi le speranze di entrare nel mondo del lavoro, anche solo per sei mesi, di 26 persone.
I tirocini sono stati finanziati nuovamente quindi ci sarà un altro bando, ma resta da sciogliere il nodo di un’opportunità preclusa a un intero territorio.

VC

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