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Termoli, Romagnuolo: sogno una giunta regionale tutta rosa

Termoli, Romagnuolo: sogno una giunta regionale tutta rosa

Altro che sparigliare le carte, da coordinatrice provinciale del Movimento Noi con Salvini, Aida Romagnuolo intende fare la rivoluzione rosa in Molise. Una primavera politica che porti le donne più valide e qualificate a caricarsi sulle spalle le sorti di una regione che viene definita sinistrata e forse l’aggettivo per la Romagnuolo calza fin troppo politicamente.
«E’ inammissibile che il Molise sia stato ridotto quasi a un colabrodo, sia arrivato quasi a un punto di non ritorno dove la sfiducia tra i cittadini nei confronti della politica cresce sempre di più, ogni giorno di più, dove tra i cittadini c’è rabbia e desiderio di perdere la pazienza». Per la Romagnuolo, «Il Molise può farcela, deve farcela, possiamo farcela se nei cittadini prevale la consapevolezza che cambiando squadra e giocatori si può vincere la partita, la partita della loro vita e del loro futuro, perché il Molise è dei molisani e i molisani non possono più attendere, non c’è più tempo per attendere considerato che questa tornata elettorale e come l’ultima spiaggia, ossia o si vince o per i prossimi decenni ci ritroveremo sempre le stesse facce con le solite promesse e subito dopo i loro figli che nel frattempo si sono dedicati come i padri e i nonni alla politica. Il Molise di oggi – ha ancora detto Romagnuolo – è vittima di poteri forti, poteri che come i pupari gestiscono esclusivamente quasi tutti i fondi pubblici, quelli della sanità, della viabilità, dell’agricoltura, perché la mucca da mungere nel Molise non è tanto negli aiuti alle piccolissime aziende private ma, ripeto, nei fondi regionali, statali ed europei».
«Questa grave situazione – ha ancora proseguito la coordinatrice provinciale salviniana – crea le sue vittime tra le fasce più deboli come i giovani, gli anziani, i disoccupati, falcidiando soprattutto chi cerca un lavoro, chi pretende una sanità che sia al servizio del cittadino, chi licenziato vuole garantire il pane alla propria famiglia, chi desidera una legge di sostegno alle famiglie che hanno disabilità, chi sogna un Molise dove le strade siano percorribili e non tutte franate, dove le scuole siano sicure e dove si valorizzi e si sostenga il turismo, l’ambiente, l’agricoltura, gli artigiani e i commercianti». Il Molise, per la Romagnuolo, non può più attendere, gli mancano le forze, è sfiduciato e si trova in balia delle onde dove l’incertezza del futuro prende il sopravvento sulla certezza di vedersi garantito un futuro senza paura, un futuro che non lo spaventi. «Come molisani – ha proseguito Aida, quasi un inno alla riscossa il suo nome – ed io mi sento orgogliosamente molisana, rifiutiamo la logica delle bande e dei clan della politica, gli affaristi e gli improvvisatori che nel Molise si agitano in coincidenza delle elezioni, come molisani abbiamo il diritto di vivere con dignità e non di sopravvivere. Il Molise mai come in questo momento ha bisogno di unità, di coesione, di solidarietà, perché a mio avviso questo è, per lo stesso Molise, l’ultimo treno, e Noi con Salvini possiamo fare la differenza con i nostri candidati, con la loro onestà, la loro voglia di cambiare e far crescere il Molise, perché sono i nuovi nella politica, perché noi siamo il territorio ed il futuro potremmo scriverlo anche noi».
Da qui l’affondo finale, «come dirigente di Noi con Salvini – ha concluso Romagnuolo – sono certo che una donna come Governatore del Molise può farcela, sarebbe bellissimo e non nego, che nella sua squadra potrebbero tranquillamente occupare il ruolo di assessore regionale donne di prestigio, come Alberta De Lisio, Tecla Boccardo, Claudia Mistichelli, Angela Crolla, Filomena Calenda, Marialaura Cancellario, Maria Chimisso e tante altre tutte bravissime e capacissime. Due ultime considerazioni: Noi di Salvini siamo totalmente contrari all’affaire Tunnel a Termoli, un grande affare prima delle elezioni non per la città ma per pochi e poi, perché il prossimo Governatore del centrodestra nel Molise non dovremmo indicarlo noi che non ci sentiamo figli di un Dio minore?»

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