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Zes, «in Molise siamo indietro». La Uil sollecita un incontro

A Roma si lavora per definire i contenuti dei provvedimenti attuativi del decreto Sud sulle Zone economiche speciali.
È possibile istituirne una anche per Abruzzo e Molise. La Uil accusa: «da noi neppure arriva l’eco degli orientamenti che si stanno prendendo, figuriamoci se prende forma l’idea forte per lo sviluppo e un’iniziativa, vasta, diffusa e partecipata, che renda possibile al Molise cogliere questa, ulteriore, possibilità per rivitalizzare il territorio costiero dal punto di vista economico e occupazionale».
Queste le Zes fin qui individuate: Napoli-Salerno; Gioia Tauro (connessione con Lamezia e Reggio Calabria); Catania-Augusta-Siracusa; Palermo (anche Termini Imerese); Zes Adriatica (Bari e Brindisi); Taranto con estensione ai territori della Basilicata; Cagliari; Zes interregionale Abruzzo e Molise (Ortona-Vasto-Termoli). Sostiene la segretaria della Uil che a Roma l’istituzione di questa Zona economica speciale sia considerata «un po’ complicata, ma in ogni caso possibile».
Entro fine mese saranno pronti i primi due decreti del presidente del Consiglio: nel primo ci saranno i criteri per l’istituzione, la delimitazione e i benefici per i soggetti che operano o si insediano nella Zes, nel secondo i criteri e gli indirizzi per le semplificazioni amministrative. Gli interventi nelle Zes, per la Uil, vanno integrati con le risorse di Pon e Por. Non solo. Spiega Boccardo: «Soprattutto vi è la necessità di incrementare la quantità e la qualità degli investimenti privati che devono essere accompagnati e sostenuti da investimenti pubblici anche regionali ed interventi mirati sulle filiere produttive, nonché da forme di fiscalità di vantaggio. Investimenti pubblici anche regionali, lo ripeto per farmi capire bene».
Semplificazione, poi, non dovrà significare cedere sul tema del diritto del lavoro e della tutela della sicurezza, della salute, dell’ambiente e delle norme sugli appalti. Ed è necessario mettere in campo politiche attive. Boccardo lamenta infine che mentre «da noi un incontro in sede istituzionale attorno alla vicenda Zes neppure c’è stato, è De Vincenti che auspica il più ampio coinvolgimento delle realtà locali e con gli attori interessati, in primis con le parti sociali, per valorizzare le vocazioni delle Zes individuate. Già in uno dei prossimi decreti attuativi questo tema potrebbe essere affrontato, prevedendo le modalità della partecipazione del partenariato. Io eviterei, da molisana, di farmi tirare le orecchie dal ministro: subito un primo incontro con i sindaci interessati, le forze sociali, gli attori delle politiche economiche e occupazionali per fare il punto della situazione, per scambiarsi qualche idea, per mettere a punto un nostro Progetto, con la P maiuscola (senza aspettare che siano gli abruzzesi a fare il tutto apponendo solo una firma in calce)».

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