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Bus negato agli invalidi a Campobasso, scatta la protesta: «È un nostro diritto»

Bus negato agli invalidi a Campobasso, scatta la protesta: «È un nostro diritto»

Gli invalidi non hanno potuto usufruirne per più di 20 giorni. L’utilizzo della tessera bianca rilasciata alle cosiddette ‘fasce deboli’ per viaggiare a bordo degli autobus di città è stato sospeso dalla Seac. L’azienda aveva fatto appendere degli appositi avvisi sui vari mezzi pubblici per informare gli utenti. Avvisi che sarebbero stati tolti un paio di giorni fa.
Nel frattempo, i disagi per gli utenti sono stati numerosi. Alcuni autisti hanno chiuso un ‘occhio’, altri invece no. Sarà forse pure perché l’aria è cambiata dopo i primi otto licenziamenti. E tra gli utenti c’è chi ha dovuto litigare per far valere un suo diritto. Come Rosalba che ha 53 anni, è insulino-dipendente oltre a soffrire di una patologia alle gambe. «Io usufruisco della tessera bianca per patologia ed esenzione – racconta la signora – ma soprattutto per la patologia di cui soffro. Sono salita sull’autobus con la tessera bianca, quando l’autista mi ha bloccata dicendomi che se non avessi fatto il biglietto dell’autobus, sarei dovuta scendere perché la Seac aveva dato precise disposizioni: le tessere bianche non erano più valide dal primo ottobre. Mi hanno detto che questo avviene perché la Regione e il Comune non pagano la Seac. Ma noi cittadini cosa c’entriamo con tutto questo? Questo è un nostro diritto. Purtroppo, vedo che tante persone come me, pur essendo in possesso della tessera bianca, alla fine fanno il biglietto per poter prendere l’autobus. Questi soldi poi verranno loro restituiti? Non credo. Io mi sono ribellata e all’autista ho detto che non sarei scesa dall’autobus né che avrei fatto il biglietto».
In quell’occasione, infatti, l’autista ha fermato l’autobus e ha minacciato la donna di farle una multa o di chiamare i Carabinieri. «Poi ho chiamato io i Carabinieri», riferisce ancora Rosalba. Qualche momento di tensione dunque sul mezzo pubblico, davanti agli occhi di tanti passeggeri, alcuni dei quali hanno iniziato a protestare perché il pullman non partiva e loro avrebbero fatto ritardo.
Alla fine l’autista si è ‘arreso’, ha riacceso il motore dell’autobus ed è ripartito. Non si è arresa invece la signora Rosalba. Che è andata in Comune e ha pure presentato un reclamo formale contro la Seac e la Regione. Infine, ha deciso di raccontare la sua disavventura. «Noi utenti – spiega ancora la 53enne – non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali sulla sospensione delle tessere bianche. Ho chiesto chiarimenti in Regione e mi hanno riferito che non dobbiamo scendere dall’autobus. Ma in queste condizioni come facciamo a prendere il pullman? Ogni volta dobbiamo litigare con gli autisti. E non è giusto che per colpa della Regione o del Comune che non pagano la Seac chi ha la tessera bianca non può utilizzarla. Questo è un nostro diritto. Io a volte riesco a camminare, altri giorni non riesco nemmeno ad alzarmi dal letto e non esco di casa. Dunque ho bisogno di prendere l’autobus». Il trasporto urbano, del resto, è per definizione un servizio pubblico essenziale, soprattutto per i più deboli che non possono utilizzare l’auto. Persone che senza l’autobus rischiano di rimanere confinate nelle quattro mura di casa.
Di chi è la responsabilità? «La Regione trasferisce solo i fondi al Comune. E’ il Comune che ha il contratto con la Seac e che paga la Seac per il servizio, incluse le tessere bianche», riferiscono dall’Assessorato ai Trasporti della Regione Molise.
A palazzo San Giorgio la reazione è durissima. «Il problema non dovrebbe proprio sorgere e sono rammaricata per gli utenti», tuona l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Salvatore. A suo dire, i passaggi tecnici per pagare il servizio alla Seac sono stati compiuti. «Con la determinazione dirigenziale numero 4970 della Regione Molise dello scorso 4 ottobre sono stati erogati i finanziamenti. La fattura della Seac è del 19 ottobre, il giorno successivo abbiamo adottato la determina per il pagamento all’azienda. Da anni, per prassi, quando ci arrivano le risorse, comunichiamo via mail alla Seac del prossimo accreditamento. C’è sempre stata collaborazione, ora non capisco perché sia accaduto questo».
Facile immaginarlo visto che i rapporti tra il Comune e la società concessionaria del trasporto si sono incrinati da un po’. Decisivi il taglio delle risorse e del chilometraggio. Come un effetto domino, sono diminuite drasticamente le corse e otto autisti sono stati licenziati.
La piccola consolazione per gli utenti è il ripristino delle tessere bianche. Ma chi in questi 23 giorni ha pagato il biglietto perché la sua tessera non era considerata valida sarà rimborsato? Alla Seac l’ardua sentenza.

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