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Seac di Campobasso, sfuma l’ennesimo tentativo di conciliazione

Seac di Campobasso, sfuma l’ennesimo tentativo di conciliazione

Neppure il prefetto di Campobasso Maria Guia Federico è riuscita a dipanare la matassa. L’incontro di ieri mattina nel Palazzo di governo tra il Comune di Campobasso e la Seac è stato l’ennesimo buco nell’acqua. Ognuno sulle proprio posizioni, senza arretrare di un centimetro. Da una parte il Palazzo San Giorgio che dopo il primo tavolo in prefettura, come da accordi sottoscritti, ha riorganizzato il servizio di trasporto locale: aumento dei chilometri da 64mila a 90mila fino a marzo e 350mila euro di risorse da stanziare alla Seac a gennaio. Il nuovo piano inviato alla società avrebbe dovuto far scattare il ripristino delle corse e soprattutto la riassunzione degli otto autisti licenziati. Ma le garanzie del Comune di Campobasso non sono bastate all’azienda. La Seac infatti dovrebbe anticipare le somme in attesa che il Comune eroghi il pagamento. Ma a sua volta Palazzo San Giorgio deve aspettare che le risorse destinate al trasporto pubblico vengano trasferite dalla Regione, e questo non può avvenire prima di gennaio, quando in base al calcolo dei chilometri percorsi fino al 31 dicembre si procede al relativo pagamento. Insomma, un cane che si morde la coda. L’azienda, che da 50 anni gestisce il servizio di trasporto in città, ha ribadito di non essere disposta a sborsare di tasca propria ulteriori somme chiedendo all’amministrazione di anticipare i 350mial euro. Proposta, manco a dirlo, respinta. Tanto che il Comune ha inviato una nota di diffida alla società, ‘accusata’ di essere inadempiente. Insomma, il braccio di ferro continua. Ma intanto gli autisti, che pure avevano accettato l’accordo, firmando il verbale in prefettura attraverso i rappresentanti sindacali (eccezion fatta per l’Ugl) rassicurati dalle garanzie ricevute, sono ancora senza lavoro. Così come il servizio di trasporto che in città è ormai fermo al palo con numerose corse soppresse. Risultato? Otto famiglie sull’orlo del baratro e cittadini infuriati. Sentimento che accomuna anche i rappresentati sindacali, esclusi dal tavolo di ieri in Prefettura. Ad ogni modo, martedì prossimo ci sarà un nuovo vertice anche se i margini per risolvere la vertenza sembrano davvero pochi.

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