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Crollo del solaio del Montini a Campobasso, aperta una inchiesta

Crollo del solaio del Montini a Campobasso, aperta una inchiesta

Davanti alla porta del laboratorio di scienze del secondo piano sono stati apposti i sigilli. Del resto il cedimento di una parte del solaio all’interno di una scuola non è un episodio trascurabile. All’indomani della tragedia scampata al Montini di via Scarano la Procura di Campobasso ha deciso di aprire una indagine, dopo il sopralluogo e la segnalazione della Questura. Si tratta certamente di un atto dovuto, ma gli inquirenti vogliono capire cosa abbia provocato il crollo delle pignatte dal soffitto che, solo per un caso fortuito, non hanno colpito gli alunni e il docente che giovedì mattina, intorno, alle ore 13, si trovavano nell’aula. Per altro il cedimento è avvenuto nell’ala dello stabile interessata dagli intereventi di miglioramento sismico programmati dal Comune e terminati appena due mesi fa. E se i lavori avessero qualche modo danneggiato le «strutture portate» e causato il crollo? È questo il dubbio, senza ovviamente nessun tipo di riscontro tecnico, che aleggia tra i corridoi del Montini, dove ieri mattini sono tornati i tecnici del Comune e gli ingegneri dei Vigili del Fuoco per effettuare ulteriori verifiche. Dai primi riscontri all’interno dell’aula non sembrano esserci tracce di infiltrazioni, nonostante sotto lo stabile, costruito nel 1979, si stata rilevata una «massiccia presenza di acqua al livello delle fondazioni, soprattutto nella parte centrale dell’edificio», tanto che si rese necessario l’utilizzo di pompe a immersione per l’allontanamento delle acque. Argomento, per altro oggetto di un’interrogazione del consigliere di Democrazia Popolare Francesco Pilone al quale fu risposto che il problema era stato affrontato attraverso «un’opera di regimentazione delle acque». Ad ogni modo, i sopralluoghi e le verifiche proseguiranno anche nelle prossime ore tanto che il sindaco, trapela dal Municipio, è intenzionato a sospendere l’attività didattica anche nella giornata di lunedì per permettere ai tecnici di lavorare e decidere quali soluzioni adottare. Nella giornata di oggi Battista dovrebbe firmare una nuova ordinanza. Intanto ieri mattini alcuni genitori hanno avuto un incontro con la dirigente scolastica Agata Antonelli: «Per fortuna, è andata bene – ha commentato – ora il Comune deve dirci quello che è accaduto. I genitori, con tanto buonsenso e calma – ha raccontato – vogliono interloquire con l’amministrazione, fare proposte, trovare locali alternativi evitando i doppi turni. I locali ci sono visto che il Comune in passato aveva fatto una manifestazione di interesse per reperire locali privati e i genitori vorrebbero che venissero utilizzati per le lezioni». E i genitori (sia quelli degli alunni del Montini, sia dei piccoli della scuola di Mascione ospitati da un anno in via Scarano), pur non avendo rilasciato dichiarazioni, hanno lasciato intendere a chiare lettere di non essere disposti ad accettare le lezioni pomeridiane ed hanno già in mente una ‘location’ da proporre all’amministrazione: i locali di proprietà dell’avvocato Pizzuto che fino allo scorso anno ospitavano l’Assessorato regionale alle Attività Produttive nella zona industriale di Campobasso.

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