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Montini di Campobasso, si muove la Cgil: se non è sicura va chiusa

Montini di Campobasso, si muove la Cgil: se non è sicura va chiusa

Lezioni sospese anche oggi. Gli alunni dell’istituto Montini, dove nei giorni scorso è avvenuto in crollo del solaio in un’aula laboratorio, resteranno a casa in attesa che l’amministrazione comunale, che ha competenza sul plesso, decida il da farsi. Di ora in ora prende sempre più consistenza l’ipotesi dei doppi turni, probabilmente presso la “Casa dello studente”, dove fanno lezione gli alunni della Primaria dello stesso Montini. Ma i genitori sono pronti alle barricate.
Resta tuttavia oggettivamente difficile trovare una soluzione dell’oggi al domani.
Alla luce dei fatti è invece inevitabile pensare che la scuola – e in questo anche la Procura della Repubblica del capoluogo è stata chiara – non andava proprio riaperta. Ma questa è un’altra storia.
Intanto, dopo un relativo periodo di silenzio, sul caso prendono posizione anche i sindacati.
«Il crollo verificatosi nella scuola “Montini” di Campobasso si legge nella nota trasmessa ieri da Pino La Fratta, Flc Cgil Molise – è una di quegli eventi che inizialmente tolgono il fiato, lasciando però a mente fredda lo spazio a mille interrogativi. Al termine di una lezione svolta nel laboratorio di scienze, mentre ci si stava preparando ad uscire dalla classe, nella parte opposta a quella dov’erano alunni e docenti, dal solaio è iniziato a piovere di tutto: calcinacci, cemento, pezzi di intonaco. È andata bene, sostengono molti, ed in effetti è vero: solo un puro caso ha salvato studenti e lavoratori da quella che poteva essere l’ennesima tragedia. Lascia esterrefatti – scrive La Fratta – pensare che una parte di soffitto è venuta giù senza la minima scossa di terremoto, ed a quanto pare, senza la minima infiltrazione. Cosa sarebbe accaduto, nello stesso edificio, in caso di evento sismico? Aspettiamo le indagini della Procura della Repubblica, che dovrà accertare eventuali responsabilità sull’episodio, considerando che, proprio in quell’ala dell’edificio, recentemente sono stati effettuati lavori di miglioramento sismico programmati dal Comune di Campobasso. Intanto però occorre agire con urgenza, per mettere in sicurezza alunni e lavoratori ed assicurare il diritto allo studio. Siamo stati alla “Montini” il giorno dopo l’evento, per testimoniare la nostra vicinanza in questo difficile momento. Ebbene il personale Ata ed il dirigente scolastico erano li, e nei loro occhi trapelava la paura di continuare a lavorare in un ambiente insicuro. Se non si è in grado di garantirne la sicurezza, quella scuola va chiusa per tutti, non basta sospendere le attività didattiche. Vanno trovate adeguate soluzioni alternative nell’immediato, che scongiurino anche l’ipotesi dei doppi turni, i cui effetti deleteri, dal punto di vista didattico e sociale, sono già stati ampiamente sperimentati in casi analoghi. Ovviamente il caso della Montini è il più eclatante, ma non è l’unica criticità sul territorio regionale. Come è noto, la Procura della Repubblica ha accertato che su 196 strutture scolastiche ‘indagate’, 86 non sono adeguate. Inoltre, alcune di queste avrebbero un’elevata vulnerabilità sismica anche rispetto a terremoti di bassa intensità. Gli atti dell’indagine sono stati inviati al Prefetto di Campobasso, che oltre a rappresentare il Governo sul territorio, quale autorità provinciale di pubblica sicurezza, ha la responsabilità dell’ordine e della sicurezza pubblica. Le sollecitazioni dell’autorità prefettizia, però, ad oggi sembrano non bastare. Vista la situazione di emergenza e l’allarme sociale creatosi, chiediamo pertanto la convocazione di un tavolo di coordinamento che coinvolga tutte le Istituzioni competenti (Comuni, Provincia, U.S.R, Scuole), in modo da programmare e monitorare le attività da svolgere nel breve e nel medio periodo,onde mettere in sicurezza tutte le Istituzioni scolastiche coinvolte, partendo ovviamente dalle situazioni emergenziali. È necessario – conclude La Fratta – dare risposte immediate e chiare a tutti, genitori, alunni e lavoratori, in modo che l’anno scolastico possa proseguire con tranquillità».

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