Menù

“Ricchi e Poveri”, anche Gad Lerner punta i fari sull’alto Molise

“Ricchi e Poveri”, anche Gad Lerner punta i fari sull’alto Molise

La sanità molisana ancora una volta all’attenzione dei media nazionali. Questa volta sono le telecamere della trasmissione “Ricchi e Poveri”, in onda su Rai Tre, domenica in seconda serata. Condotto da Gad Lerner, il programma mette in evidenza le disuguaglianze nella nostra società. Questa volta al centro di uno dei reportage proprio la sanità molisana, con particolari riferimenti a quella alto molisana. Ad illustrare in linea generale la ‘nostra’ situazione Enrica Sciullo, infermiera e presidente del comitato civico ‘Il Cittadino C’è’ nato a sostegno dell’ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone.
«Per essere 300mila abitanti – ha subito evidenziato Enrica Sciullo – non abbiamo diritto ad un ospedale di secondo livello in grado di fornire assistenza adeguata per patologie tempodipendenti.» La presidente del Comitato ha rilevato anche l’assenza di accordi di confine con il vicino Abruzzo in materia di sanità, accordi recentemente tornati alla ribalta e che – stando agli ultimi impegni assunti nell’incontro di Castiglione – dovrebbero essere ufficialmente siglati entro la fine dell’anno. Anche da questo deriva il record italiano di migrazione ospedaliera, detenuto proprio dal Molise. Altro aspetto sollevato dalla stessa Sciullo è quello della pediatria: dal 2012, anno in cui è andato in pensione l’ultimo specialista in servizio all’ospedale di Agnone, l’alto Molise ha un solo pediatra assegnato d’ufficio, da qui tutta una serie di conseguenze e rischi in caso di emergenza nelle ore notturne o al di fuori delle ore di servizio del medico. Tra le altre cose evidenziate da Enrica Sciullo nel servizio della nuova trasmissione di Lener anche altri tristi primati del Molise: ultima regione per la cura della frattura al femore, da noi si registra un’alta percentuale di abbandono delle cure, sempre nella nostra regione il costo dei ticket ospedalieri sono i più alti d’Italia. Significativa la testimonianza di Nicola Di Filippo, di Poggio Sannita, padre di un bambino sulla sedia a rotelle. L’uomo ha parlato dei disservizi legati alla fruizione di percorsi di fisioterapia: suo figlio, come altri ragazzi della zona, non ha la possibilità di essere seguito costantemente e di avere accesso continuo a cure fisioterapiche, poiché queste vengono interrotte senza alcun preavviso. Alla base di tutto l’assunzione di professionisti con contratti a progetto della durata di qualche mese. «Il paradosso – ha commentato il signor Di Filippo – sta proprio in queste difficoltà organizzative del sevizio sanitario, vengono apportati tagli sanitari inconcepibili.»

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.