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Scuole ‘non sicure’ad Isernia, il sindaco inchiodato alle sue promesse

Scuole sicure, le famiglie tornano a chiedere lumi al sindaco e all’intera amministrazione. Quando mancano pochi giorni alla scadenza che lo stesso primo cittadino aveva indicato quale data utile per l’agognata inaugurazione del polo San Leucio, l’ex presidente dell’Ordine degli ingegneri, Tonino Pettine, torna a ricordare a d’Apollonio gli impegni assunti e non rispettati. In nome dei tanti genitori che vivono costantemente in apprensione, il nonno isernino punta l’attenzione soprattutto sulle due scuole medie, le cui sedi non rispetterebbero, a suo dire, alcun criterio antisismico relativo alle recenti normative.
«Malgrado le sue annunciate dimissioni promesse ai cittadini in caso di insuccesso, puntualmente verificatosi, lei continua a esplicare con disinvoltura le funzioni di sindaco – scrive Pettine in una lettera consegnata a d’Apollonio -, immemore della parola data rispetto a una rapida conclusione dei lavori in corso, in sostituzione delle scuole Andrea D’Isernia e Giovanni XXIII, entrambe con strutture vulnerabili al sisma. Alla luce delle tante opere ancora da eseguire, ho motivo di ritenere che, anche dopo l’ulteriore scadenza della procrastinata promessa conclusiva di tale lavori, annunciati per fine anno, Lei continuerà a svolgere ancora l’attività di sindaco, senza alcun imbarazzo, nonostante la consapevolezza di rimanere ulteriormente smentito da fatti ineluttabili i quali, certamente, non determineranno le sue annunciate dimissioni volontarie».
Insomma per l’esperto tecnico non solo il sindaco ha disatteso le grosse aspettative che la popolazione nutriva in lui, ma c’è anche il rovescio della medaglia e cioè le famiglie sono ‘costrette’ a mandare i propri figli in edifici ‘non sicuri’. Poi Pettine torna a chiedere che fine abbiano fatto i risultati dei rilievi effettuati dal docente dell’Unimol Carlo Callari ormai un anno fa sulle due scuole medie, ricordando che invece il primo cittadino di Campobasso, recentemente, è intervenuto proprio grazie alle analisi svolte dallo stesso professore.
«A distanza di oltre un anno dal trionfale annuncio dell’affidamento dell’incarico professionale al Cattedratico di sua fiducia, non pare abbia dato risposte concrete per mezzo di prove documentate contenenti risultati ineccepibili degli accertamenti di vulnerabilità sismica effettuati sulle strutture dell’Andrea D’Isernia e Giovanni XXlll – prosegue l’ingegnere nella missiva -. Genitori e nonni di bambini, per i quali ha ritenuto di non attivarsi per il ricovero in locali, provvisori purché sicuri, sono in un’angosciosa attesa e attendono notizie che siano di conforto ai propri cari, per i quali ancora perdura, purtroppo l’obbligo della frequenza, malgrado l’antica età delle rispettive strutture.
La nostra città è stata fortemente penalizzata rispetto ad altri centri della regione e soprattutto a Campobasso, il cui sindaco ha potuto giovarsi del contenuto di un ‘voluminoso ed accurato carteggio’, di grande utilità e pregevole valore».

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