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Regionali, Iorio a testa bassa «Dietro il rinvio la mano del doppiogiochista per eccellenza»

Regionali, Iorio a testa bassa «Dietro il rinvio la mano del doppiogiochista per eccellenza»

Un attacco frontale. L’ex presidente della Regione Michele Iorio non fa nomi, ma dice cose pesanti. E allude in maniera piuttosto decisa e precisa. Parla per esempio di strategia di “due cognati per due schieramenti”. Viene da pensare che il bersaglio della sua presa di posizione sia l’eurodeputato Aldo Patriciello. Sulla sua pagina Facebook, Iorio è più chiaro ancora: a corredo del post c’è la foto della convention di Rialzati Molise a Venafro: era il 2013 e il movimento ufficializzava l’appoggio a Frattura. Accanto al presidente, nella foto, ci sono Cotugno e Pietracupa, cognati di Patriciello.
E sempre su Fb, Iorio spiega che la responsabilità del rinvio – che evidentemente dà ormai per certo – è di Frattura, che in base alla nuova legge ha il potere di indire le elezioni ma anche del «doppiogiochista».
Un raid politico che spiazza, quello dell’ex governatore. Mercoledì è infatti intervenuto un po’ fuori dal coro nella querelle sulla data delle regionali. Non è sceso in polemica e anzi ha avvalorato la tesi che la norma appena varata va valutata e informatizzata da parte del ministero dell’Interno. Per non perdere tempo, e soldi in caso di voto in un giorno diverso dal 4 marzo, ha proposto di abrogare la riforma e andare alle urne insieme alle politiche con la vecchia legge.
Ieri, però, ha cambiato registro. Perché, ha riferito in una nota, è accaduto qualcosa di nuovo. «Generalmente il doppio gioco è un teatrino messo in atto dove l’attore principale porta in campo una parte di sé sacrificandone altre. Il Molise ha un doppiogiochista per eccellenza che, stavolta, non vuole sacrificare nessuna posizione. La strategia su come fare è chiara: non far coincidere le elezioni politiche con le regionali è la soluzione migliore per scrollarsi di dosso qualunque problema, riconquistare la fiducia in uno schieramento a Roma e poi giocare da battitore libero in Molise nello schieramento opposto. Il motto da seguire è sempre lo stesso: avere i piedi in due scarpe, che poi coincide con la strategia dei “due cognati per due schieramenti”. In fondo – tira dritto Iorio senza risparmiare nessuno – burattini da manovrare ce ne sono: a destra si fa leva sull’incapacità politica e sulla bramosia di personaggi in cerca d’autore, a manca si poggia sulla coincidenza di interessi che possono essere soddisfatti solo non avendo più pressioni dalla Capitale. Lo scherzetto per tenere i piedi in due scarpe lo pagheranno i molisani alla modica cifra di tre milioni di euro».
Prima le politiche, dunque, e poi le regionali in Molise. Secondo Iorio, uno scenario costruito perché così alle regionali si può più liberamente confermare alleanze programmatiche (tale è quella che nel 2013 vide anche lo stesso Patriciello appoggiare il centrosinistra di Frattura). «L’intesa pare sia stata raggiunta proprio nella giornata di ieri (mercoledì, ndr) con l’agnello sacrificale – ancora l’ex presidente – pronto a ritardare le elezioni e il suo successore più accreditato presente alla stretta di mano che ha sancito il patto d’acciaio.
Fa specie, in tutto questo, leggere dichiarazioni contrarie al ritardo del voto in Molise di coloro che nel centrodestra hanno, fino ad oggi, sostenuto e incentivato questa politica rendendosi complici di una mancanza di chiarezza probabilmente tutelando o credendo di sistemare anch’essi le proprie posizioni personali. Fa specie vedere chi governa sottomettersi agli interessi personali di uomini politicamente senza scrupoli e senza senso del pudore civico e del bene comune. E fa specie che nessuno ricorda che chi tiene il piede in due scarpe prima o poi camminerà a piedi nudi».

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