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Pm10, a Venafro in via Campania otto sforamenti in 12 giorni

Pm10, a Venafro in via Campania otto sforamenti in 12 giorni

Anche se per l’Arpa Molise con un livello di Pm10 a 107μme quindi con qualità dell’aria catalogata come «mediocre» la popolazione «non è a rischio», a Venafro non cessa l’allarme inquinamento.
Come sul finire del 2017, continuano anche con l’inizio del nuovo anno gli sforamenti delle polveri sottili. Solo negli ultimi 12 giorni per ben otto volte la centralina di via Campania ha segnalato livelli superiori al massimo consentito dalla normativa vigente. I tg nazionali recentemente hanno rilanciato con grande evidenza il problema polveri sottili ad esempio a Torino, dove il sindaco ha deciso di decretare lo stop al transito delle auto più vecchie e dunque più inquinanti. A Venafro, invece, nulla: gli sforamenti sembrano essere ormai una consuetudine e a parte l’ordinanza del prefetto con parziale divieto di transito ai mezzi pesanti nessuno può o vuole fare concretamente nulla.
A sforare otto volte in meno di due settimane (il limite annuale è di 35), come detto, la centralina di via Campania. In via Colonia Giulia, invece, la postazione di monitoraggio non dà risultati poiché ormai da un lunghissimo mese è spenta-in manutenzione.
I dati degli ultimi giorni sono quindi ‘allarmanti’, anche se per l’Arpa Molise ufficialmente «la popolazione non è a rischio».
Stando alla categoria di qualità dell’aria «mediocre», solo «le persone asmatiche, bronchitiche croniche o cardiopatiche potrebbero avvertire lievi sintomi respiratori» e «solo durante un’attività fisica intensa».
Dunque, il consiglio a questa categoria è «di limitare l’esercizio fisico all’aperto». Per il resto, sembra nessun problema. Questo perché il livello di Pm10 nell’aria in particolare lo scorso Natale è stato di 107. Se il livello medio avesse raggiungo ad esempio 126, allora sarebbe scattata la categoria “superiore” con aria «poco salubre». In quel caso «le persone con complicazioni cardiache, gli anziani e i bambini potrebbero essere a rischio».
Assodato dunque che l’alto livello di polveri sottili a Venafro non è stato (prevedibilmente) ancora sconfitto, chi di dovere dovrebbe con urgenza individuarne le cause. L’Arpa però con dati standard ufficiali sembra indicare come «arduo» il processo di limitazione delle concentrazioni in aria. Le polveri sottili, così come altri inquinanti, infatti hanno la componente secondaria – quella parte che cioè non proviene direttamente dalle fonti di emissione, ma si forma in atmosfera a seguito di complessi processi chimico-fisici – che ne costituisce la parte prevalente. Questo significa che «per questi inquinanti le concentrazioni che si misurano nell’aria non sono legate in maniera semplice e diretta alle fonti di emissione, come accade nel caso di altri come biossido di zolfo, piombo, benzene e monossido di carbonio, tanto per fare alcuni esempi importanti per i quali si è avuto successo nel ridurre le concentrazioni in aria».
Aria che a Venafro da anni ormai è “viziata” da particelle che hanno dimensioni comprese tra 0,005 μm e 50-150 μm, e «sono costituite da una miscela di elementi quali carbonio, piombo, nichel, nitrati, solfati, composti organici, frammenti di suolo, ecc».
Le polveri totali vengono generalmente distinte in tre classi dimensionali corrispondenti alla capacità di penetrazione nelle vie respiratorie da cui dipende l’intensità degli effetti nocivi. In particolare: Pm10 – particolato formato da particelle con diametro <10 μm, è una polvere inalabile, ovvero in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso, faringe e laringe); Pm2.5 – particolato fine con diametro <2.5 μm, è una polvere toracica, cioè in grado di penetrare nel tratto tracheobronchiale (trachea, bronchi, bronchioli); Pm0.1 – particolato ultrafine con diametro <0.1 μm, è una polvere in grado di penetrare profondamente nei polmoni fino agli alveoli.
Inutile sottolineare come nonostante i ripetuti sforamenti delle polveri sottili, la politica e le autorità competenti non si siano ancora decise a misurare costantemente e puntualmente quantomeno il Pm2.5, per non parlare del Pm0.1, quello più pericoloso.
La politica, che provvedimenti concreti alla mano è rimasta finora completamente inattiva, dovrebbe trovare il modo almeno di contenere dove e come possibile le sorgenti antropiche di polveri sottili che, ricordiamo, come sostenuto da Arpa Molise sono: emissioni della combustione dei motori (autocarri, automobili, aeroplani, navi), emissioni del riscaldamento domestico (in particolare gasolio, carbone e legna), residui dell’usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture, emissioni di impianti industriali, lavorazioni agricole, inceneritori e centrali elettriche.
Intanto, domenica 14 gennaio in città i cittadini di «Ora basta» torneranno in piazza per avvisare la politica che in tanti hanno intenzione di non andare più a votare.

ppm

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