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Termoli, Luciano Paduano: «Riportiamo nel Consiglio regionale la vera destra»

«La destra vuole tornare in Consiglio regionale, quella vera, manca dai tempi di Isabella Beccia e Massimo Torraco». E’ questo il grido di battaglia di Luciano Paduano, storico riferimento locale dai tempi del Msi, passando per An e ora, infine, con il simbolo che in continuità fa ardere la fiamma: Fratelli d’Italia. Suo primo supporter il papà 90enne Gabriele, capostipite della famiglia trasferitasi da Frosolone a Termoli e con l’avvento del collegio unico potrà valorizzare anche queste radici montane. Luciano Paduano ha battuto tutti sul tempo e inaugurato la sede elettorale in via Inghilterra. Una sede ampia, come ha sottolineato l’ospite d’onore della cerimonia-incontro di domenica sera 6 gennaio, l’onorevole Marcello Taglialatela. La Befana ha portato nella calza decine di militanti e dirigenti, oltre ad alcuni ospiti. Classico taglio del nastro e poi via alle dichiarazioni dei rappresentanti di Fratelli d’Italia, mentre sopra la loro testa scorrevano i video con le immagini e le arringhe della leader Giorgia Meloni, candidata Ministro dell’Interno nell’eventuale esecutivo di centrodestra. Paduano ha voluto ringraziare per la presenza tutti coloro che da un anno e mezzo lo stanno supportando, per una candidatura non nata ieri. Ha ringraziato anche Michele Marone, Italo Di Iorio, da sempre al suo fianco, Franco Baccari, delegato nell’assemblea nazionale e le delegazioni di Gioventù nazionale (il movimento giovanile di Fdi) e di Forza Nuova. Assieme a Paduano e Taglialatela c’erano il coordinatore regionale Filoteo Di Sandro e il portavoce provinciale Costanzo Della Porta (sindaco di San Giacomo degli Schiavoni). In platea tanti volti noti, l’avvocato Roberto D’Aloisio e la coordinatrice cittadina di Campobasso Claudia Mistichelli, oltre alla new entry recente di Nicola Tedesco, ex coordinatore del Movimento Noi Con Salvini. L’onorevole Taglialatela, già commissario di An in Molise per la gestione del partito nel 2001, ha confermato che la coalizione è in rampa di lancio per vincere le politiche. «Spero che gli italiani siano consapevoli che solo la destra, una destra della quale noi rappresentiamo la parte più sociale, potrà dare delle risposte soprattutto alle famiglie agli italiani che vogliono continuare a lavorare, a crescere e a fare figli qui in Italia, senza essere obbligati ad andare fuori per trovare migliori condizioni di vita. Noi all’interno del nostro simbolo abbiamo la fiamma, che era il simbolo del Movimento sociale italiano, a dimostrazione che le idee che ci mossero e che hanno dato vita alla Destra sociale italiana sono ancora particolarmente attuali, e penso che in questo momento ci sia bisogno di una forza politica che metta l’Italia agli italiani, quindi un senso di Patria al centro dell’azione politica». Filoteo Di Sandro, che An e Pdl ha rappresentato negli anni duemila, fino alle scorse regionali, quando puntò sul Parlamento, sempre con Fdi, si sta perdendo troppo tempo, se si guarda alle regionali. «Siamo in attesa che venga convocato il tavolo nazionale che decida in maniera definitiva chi è il candidato presidente del centrodestra. Ovviamente c’è anche la questione del possibile rinvio delle elezioni voluto sostanzialmente dal presidente Frattura, che in qualche modo ci blocca nell’organizzazione. Noi stiamo comunque andando avanti e stiamo facendo le liste e stiamo inaugurando le sedi dei candidati. Certo è che il rinvio delle regionali è un grandissimo danno per la nostra popolazione anche in termini di costi, perché costerebbero almeno 3 milioni di euro in più. Stare insieme il 4 marzo sarebbe una cosa positiva per tutti. Se avessimo una coalizione al momento unita potremmo addirittura fare cappotto per quanto riguarda il Parlamento, potremmo avere tutti e cinque i parlamentari del nostro schieramento con una coalizione unità sia livello regionale che a livello nazionale. Io credo che il tavolo nazionale si possa riunire nella prossima settimana e bisogna lavorare per evitare frammentazioni». Prima della relazione del candidato, Costanzo Della Porta ha voluto porre il tema degli italiani costretti a espatriare e degli immigrati che arrivano a svernare a spese della popolazione. Uno scenario definito inaccettabile e che la futura Ministra Meloni interromperà. Paduano rompe subito gli indugi e se vogliamo gli schemi consueti. «La decisione di candidarmi è stata presa da tempo ed è stata presa al buio senza sapere chi fosse il candidato presidente, dico questo perché sono convinto che anche il peggiore candidato del centrodestra sarà sicuramente più in gamba del miglior candidato di centrosinistra». Dalle sue parole, piene di grinta e chi lo conosce sa bene lo spirito che lo contraddistingua, sono emersi essenzialmente due temi, il fallimento della politica con la chiusura dello Zuccherificio, ultimo bastione saccarifero del Centro-Sud, dopo le battaglie fatte ai tempi di Alemanno titolare del dicastero dell’Agricoltura. Paduano ha mostrato gli artigli soprattutto sullo Iacp, di cui ha annunciato la volontà di modificarne lo statuto, qualora venisse eletto a Palazzo D’Aimmo. «Sono stato testimone di uno sfratto di una signora anziana, cacciata di casa. È una cosa vergognosa che questo Istituto si faccia forte con i deboli e debole con i forti. Dove sta la dignità di questa mamma, costretta a riparare a casa del figlio. Poi il più delle volte che succede che quando le persone in difficoltà vanno dal sindaco e il sindaco si trova costretto a fronteggiare una emergenza abitativa, prende in affitto un appartamento in un residence, dal costo superiore ai debiti per morosità di chi non riesce a pagare l’affitto allo Iacp. Facciamo invece che chi non paga l’affitto va a fare dei lavori socialmente utili. E in più se sei cittadino italiano devi avere cinque punti più in graduatoria, poiché gli italiani non fanno figlia a causa della mancanza di lavoro e gli immigrati arrivano con 4 o 5 figli». Idee chiare, senza dubbio.
Emanuele Bracone

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