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Mensa scolastica non pagata, arriva la condanna per il Comune di Bojano

Mensa scolastica non pagata, arriva la condanna per il Comune di Bojano

Si allunga l’elenco delle sentenze di condanna per il Comune di Bojano a causa di una gestione irresponsabile da parte della precedente amministrazione Silvestri. Si tratta dalla vicenda della mensa scolastica che l’Ente municipale di viale dei Pentri aveva affidato in gestione consorziata all’Unione dei Comuni delle Sorgenti del Biferno. Va sottolineato che era l’unico servizio che Palazzo San Francesco aveva affidato all’Unione e per il quale è stato sempre ritardatario nei pagamenti delle prestazioni, ricevendo ogni volta continui solleciti per il saldo delle competenze. Una vertenza giudiziaria che era già persa in partenza dato che il Municipio aveva comunque il debito con l’Unione, e che poteva essere evitata con un po’ di buon senso e responsabilità senza causare un aggravio di costi e quindi danni erariali per le casse comunali, danni che per il momento sono a carico della collettività bojanese fino a quando la Procura della Corte dei conti non esaminerà il relativo fascicolo per individuare le responsabilità che sicuramente ci sono, salvo prescrizione. La vicenda riguarda il servizio di preparazione e somministrazione pasti per gli alunni ed insegnanti delle scuole materne locali per gli anni scolastici 2010/2011, 2011/2012 e 2012/2013 che la giunta Silvestri con deliberazioni aveva affidato in gestione unitaria all’Unione. Nel capitolato d’appalto veniva specificato che “il corrispettivo definito in sede di aggiudicazione verrà corrisposto mensilmente dai singoli Enti (Comuni aderenti all’Unione), alla stregua dei pasti effettivamente somministrati dai singoli Enti dell’Unione che provvederà successivamente al pagamento in favore della Ditta appaltatrice, a presentazione di regolare fattura”. Con contratto di appalto l’Unione affidava il servizio direttamente alla Dussmann Service srl che forniva regolarmente i pasti alle scuole dell’infanzia presenti sul territorio bojanese. Ovviamente il Comune di Bojano disattendeva i versamenti mensili, dando solo degli acconti, accumulando così un debito di poco più di 91mila euro, situazione che costringeva, per ovvie ragioni di difficoltà a sciogliere il servizio consorziato con il termine dell’anno scolastico 2012/2013, cui facevano seguito anche degli inviti bonari di pagamento del dovuto, e quindi una diffida, azioni queste ultime che non sortivano alcun risultato. In quel periodo per il comportamento scorretto di Palazzo San Francesco, all’interno del Consiglio dell’Unione si creò anche un fronte deciso a cacciare il Comune di Bojano dal consorzio dei Comuni delle Sorgenti del Biferno, azione poi rientrata perché, secondo qualche consigliere dell’Ente, ci fu un intervento politico dall’alto per non creare una frattura tra l’amministrazione Silvestri e le altre dell’area matesina. A questo punto il presidente dell’Unione dell’epoca, Tonino Spina, visto che il Comune di Bojano accampava giustificazioni senza alcun fondamento considerando che ad alcuni incontri fissati presso la sede dell’Unione per chiarire la questione nessun rappresentante bojanese si era presentato, decise con la giunta di affidare l’incarico ad un legale per recuperare la citata somma. Dall’altro canto la ditta Dussmann sollecitava l’Unione per i pagamenti che il Comune di Bojano non aveva effettuato. Seguiva quindi un decreto ingiuntivo di pagamento. Con grande sorpresa la giunta Silvestri anziché pagare il debito che era certo e verificabile si oppose al decreto ingiuntivo affidando l’incarico ad un legale di fiducia. La Dussmann, infatti, dall’autunno 2013 iniziava a gestire direttamente la mensa scolastica delle materne bojanesi, per cui l’Ufficio competente di Palazzo San Francesco avrebbe potuto chiedere la collaborazione della stessa ditta per chiarire se eventuali dubbi circa il debito che aveva nei confronti dell’Unione, considerato che i soldi incassati da quest’ultimo Ente venivano girati poi alla società che gestiva la mensa. Nell’opposizione al decreto ingiuntivo il Comune di Bojano eccepiva il fatto che il soggetto legittimato a chiedere le somme per la prestazione era il vero creditore affidatario del servizio e, cioè, la ditta Dussman Service, oltre al fatto che nel frattempo non erano stati defalcati dal debito di 91mila euro ulteriori acconti che il Comune aveva versato nelle casse dell’Unione. Il Comune di Bojano, inoltre, evidenziava la sua incertezza sul quantum per non aver acquisito contezza in ordine alla quantità del servizio erogato, vantando, a suo dire, un controcredito di oltre 32mila e 600 euro per avere il gestore del servizio della mensa scolastica, usufruito dei locali di proprietà del Comune di Bojano e dei relativi costi di gestione i quali, invece, sarebbero dovuti gravare, come da contratto, a carico dell’appaltatore. Sull’eccezione di carenza di legittimazione sollevata dal Comune, va sottolineato la palese contraddizione con la risposta che il sindaco Silvestri fece in occasione di una interpellanza del settembre 2011 proprio sul debito (20mila euro) che allora il Comune aveva per servizio mensa con l’Unione. Nella circostanza il primo cittadino dell’epoca ebbe a rispondere: «Non risponde al vero che l’impresa fornitrice dei pasti agli alunni abbia mai avviato atti esecutivi nei confronti di questo Ente né avrebbe potuto, poiché il servizio contrattualmente viene svolto per l’Unione e non per questo Comune». Il giudice onorario del Tribunale di Campobasso, Michele Dentale, dopo aver accertato che nel corso del giudizio c’erano stati degli acconti versati dal Comune all’Unione, per cui il debito non era più di 91mila euro bensì di 41mila 395,56 euro, nel rigettare le eccezioni formulate dall’Ente municipale, in particolare quella della compensazione del presunto controcredito per l’uso dei locali e i costi di gestione, richiesta quest’ultima generica e non supportata da alcun elemento probatorio, ha condannato il Comune di Bojano al pagamento all’Unione dei Comuni delle Sorgenti del Biferno, la somma di 41mila 395,56 euro, oltre gli interessi a decorrere dal 30 luglio 2013. L’Ente di viale dei Pentri, inoltre, è stato condannato al pagamento in favore del legale dell’Unione, avv. Antonella Castrignanò, di 7mila 200 euro oltre le spese generali nella misura del 15 per cento, Iva e Cassa previdenziale per gli avvocati, nonché ad altri 2mila euro circa per spese di lite in favore dell’Unione per la fase monitoria. A tutte queste spese va aggiunta, infine, la parcella del legale del Comune, avv. Fabio Priolo. In pratica da quasi 41mila e 400 euro di debito iniziale che il Comune aveva nel 2013 (durante la gestione Silvestri) nei confronti dell’Unione dei Comuni delle Sorgenti del Biferno per il servizio mensa, oggi l’amministrazione comunale guidata da Marco Di Biase si trova a pagare un debito di oltre 60mila euro, ben 20mila euro in più. E’ un danno erariale che sicuramente dovrà essere mandato all’attenzione della Procura contabile per accertare eventuali responsabilità in merito, e che per adesso, purtroppo, ricade solo sulle tasche degli incolpevoli cittadini bojanesi la cui unica colpa è stata quella di aver scelto amministratori inadeguati che, alla luce di quello che sta emergendo nei conti di Palazzo San Francesco, non meritavano certamente la fiducia del popolo. La sentenza è stata depositata il 22 agosto scorso, ma solo ora ne siamo venuti a conoscenza.
Ermes

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