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Turismo all’anno zero e Pro loco senza risorse, Primiani striglia la Regione

Turismo all’anno zero e Pro loco senza risorse, Primiani striglia la Regione

«Contrariamente a quanto avviene a livello nazionale e in tutte le altre regioni d’Italia (anche in quelle del profondo Sud), dove le Pro loco stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella programmazione ed attuazione delle politiche sul turismo, in Molise il terzo settore non rientra nelle priorità dell’attuale classe dirigente». È il duro sfogo del presidente dell’Unpli Molise Angelo Primiani. «È notizia di questi giorni – prosegue – che in Basilicata il governatore Pittella ha disposto lo stanziamento di 500mila euro per il funzionamento delle Pro loco, ritenendole “attore nevralgico” per il perseguimento di quell’obiettivo turistico che ha già portato al raggiungimento di un primo importantissimo successo con la nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura. Le quasi 70 Pro loco del Friuli godono di stanziamenti pari a circa 800 mila euro annui e il sistema turistico regionale è oggetto di numerose politiche di sostegno. In Sardegna, regione a statuto speciale che ha fatto del turismo un settore trainante dell’economia, gli stanziamenti per le Pro loco ammontano addirittura a quasi 2 milioni e mezzo di euro.
A livello nazionale, la situazione non è da meno. Nel corso dell’ultimo anno, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali ha convocato ed ascoltato l’Unpli per diverse questioni relative al turismo: dall’anno dei borghi a iniziative di tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio immateriale della Nazione. Un importante traguardo è stato il riconoscimento dell’istituzione del Parco Nazionale del Matese, salutato da tutti come grande volano di sviluppo turistico ed economico.
E il Molise? La situazione della regione è a dir poco sconcertante. È evidente come l’attuale classe dirigente consideri il turismo quale settore non vitale o prioritario. Il fatto che non esista un assessore regionale con delega al turismo, né alcuna politica che intenda realmente supportare questo segmento ne è la dimostrazione.
Ad inizio legislatura si parlava addirittura di voler riformare la ormai obsoleta legge regionale sul turismo, dotando il Molise di un nuovo, moderno e utile strumento normativo in grado di coordinare, indirizzare e supportare tutti quegli attori, pubblici e privati, che a vario titolo operano nel segmento turistico della regione. Si parlava di una legge per tutelare i grandi eventi storici del Molise: I Misteri, la Ndocciata, le Carresi, le Maschere antropologiche. Si parlava di politiche per il rilancio dei borghi, delle Pro loco e dei comuni, dei musei, del nostro mare e delle nostre montagne.
E invece? Nulla di fatto! Della legge quadro sul turismo non è circolata neanche una bozza. Gli eventi storici di maggiore rilevo vengono supportati di volta in volta senza un minimo di programmazione strategica e solo in seguito alle pressioni dei sindaci.
Le Pro loco sono state completamente dimenticate. Basti pensare che a fronte di uno stanziamento iniziale di 150mila euro per le circa ottanta Pro loco presenti in Molise, si è arrivati ad uno stanziamento in bilancio di circa 65mila euro (da dividere per ottanta Pro loco).
Per aggiungere al danno la beffa, tali fondi non vengono erogati dal 2013! Si consideri che le Pro loco in Molise organizzano eventi culturali su tutto il territorio generando un “fatturato” pari a circa 2 milioni di euro l’anno.
In questo scenario desolante, l’ultima “batosta” è arrivata con il famigerato e tanto pubblicizzato bando «Sperimenta Molise» che intendeva finanziare gli eventi culturali, turistici e sportivi su tutto il territorio regionale.
Già le tempistiche della sua pubblicazione lasciavano presagire le successive sciagure. Il bando fu infatti pubblicato a giugno 2017 per finanziare sia gli eventi estivi sia la destagionalizzazione, ovvero per supportare l’organizzazione di eventi nei periodi invernali.
I tempi: pubblicare nel mese di giugno un bando per finanziare eventi estivi vuol dire non permettere agli operatori turistici di fare programmazione, né di predisporre una proposta seria ed articolata. Al contrario, presta il fianco agli improvvisatori, a quelli che pur di ottenere un finanziamento propongono eventi tra i più assurdi, o magari scollegati dal territorio.
Ma va bene – ci siamo detti – meglio di niente: noi Pro loco le manifestazioni siamo abituati ad organizzarle, e sarà facile trasformare in progetto l’attività che normalmente svolgiamo. Così ci siamo attivati, e come noi lo hanno fatto altri enti. Risultato: circa 800/1000 candidature pervenute in Regione. Segno questo di un grande fervore sul territorio e della necessità di attrarre risorse per portare avanti quelle manifestazioni diventate negli anni sempre più difficili da organizzare.
Ebbene, siamo a gennaio 2018 e della graduatoria dei progetti vincitori nessuna traccia! Peccato che le Pro loco quegli eventi li hanno organizzati e anche pagati. Dalla Regione tutto tace. Sparite anche le risorse di cui alla legge regionale.
Siamo amareggiati dal fatto che il turismo in Molise sia considerato un gioco, una materia di secondo ordine. Siamo amareggiati dal fatto che le altre regioni corrono, mentre noi arretriamo.
Speriamo solo che questa triste riflessione possa stimolare un dibattito serio e costruttivo in una fase, come quella elettorale, dove vorremmo sentire parlare di proposte, progetti e idee e non di poltrone e proclami.
Non va dimenticato, infatti, che il Molise è una presenza costante alla “Bit”, Borsa Internazionale del Turismo organizzata da Fiera Milano (superfluo ricordare la storia del “pranzo molisano con ricette siciliane”).
Forse nelle stanze del potere pensano davvero che per fare turismo sia sufficiente stanziare 60mila euro per tre giorni di Fiera e raccontare qualche bella storia al giornalista di turno per fare la promozione del territorio.
Qual è il rischio? Che i turisti decidano di venire davvero in Molise, salvo poi non poter raggiungere Civitacampomarano perché la strada è franata, oppure recarsi sul Matese o sulla Costa e trovare ristoranti e agriturismi chiusi.
Paradossi tutti Molisani che dovrebbero farci riflettere».

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