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In Aula il correttivo alla legge elettorale

In Aula il correttivo alla legge elettorale

La soglia per le coalizioni passa dal 10 all’8%. E fin qui l’emendamento alla legge elettorale, presentato al ‘Collegato al bilancio’ dal governatore Paolo Frattura, ricalca la richiesta del governo nazionale che ha segnalato – con la nota del sottosegretario Bressa – questo unico profilo di sospetta incostituzionalità che Palazzo Chigi, qualora non corretto, porterebbe al giudizio della Consulta.
Oltre a questo, il testo che oggi i consiglieri discuteranno nella seduta aggiornata martedì scorso contiene un’altra modifica alla riforma varata a fine novembre. La prima legge elettorale del Molise approvata dall’Assemblea legislativa regionale fissa l’ineleggibilità per le figure apicali di enti e aziende sub regionali e della sanità. Stabilisce l’articolo 16 che per candidarsi utilmente alla Regione, l’interessato deve dimettersi dalla carica ricoperta almeno tre mesi prima della presentazione delle liste. In sede di prima applicazione, fissa la norma transitoria, quindi in questo caso può farlo entro il giorno di presentazione delle liste.
Bene, l’emendamento di Frattura – ha rivelato su Facebook il portavoce M5S Antonio Federico – elimina per sempre i 90 giorni e cancella anche la norma transitoria. Se passa la modifica, amministratori di Finmolise e direttori di distretti sanitari (sono solo due esempi), potranno candidarsi alla Regione senza incorrere in vizi di eleggibilità dimettendosi entro il giorno di presentazione delle liste.
Il governatore Frattura spiega che in questo modo si allinea la legge regionale molisana ai termini fissati per incompatibilità e ineleggibilità fissati dalle normative nazionali. Così dispone, per esempio, il testo unico sugli enti locali.
Nel toto-nomi di questi ultimi mesi, le indiscrezioni su probabili candidati sono tante. Dal direttore del distretto sanitario di Isernia De Bernardo a quello di Termoli Giorgetta e al presidente di Molise Dati Cacciavillani.
Restando sul terreno dei rumors, ripresi però anche dai consiglieri regionali in carica – vi ha fatto cenno pure Antonio Federico nel videomessaggio postato su Facebook -, negli ambienti politici si ipotizza che le regionali possano essere ulteriormente rinviate rispetto ad aprile per essere accorpate con le amministrative presumibilmente di maggio.
Un’ipotesi, dice sul punto Frattura, assolutamente falsa. «La legge parla chiaro», evidenzia il presidente per quanto riguarda i tempi a sua disposizione.
Le regionali, cioè, devono tenersi in un range temporale che va dal 24 gennaio al 29 aprile. Data, questa, che però per il governatore non è fra quelle utili. È la domenica che avvia il lungo ponte del 1° maggio. L’ultima data utile, per il presidente della Regione, è dunque il 22 aprile. Su tutto questo, comunque, relazionerà stamane in Aula.

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