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Regionali, avviato il confronto con Viminale e Prefettura di Campobasso

Regionali, avviato il confronto con Viminale e Prefettura di Campobasso

Approvato il correttivo alla legge elettorale insieme al collegato al bilancio, ieri il governatore Paolo Frattura ha avviato i contatti con il Ministero dell’Interno per verificare i passaggi relativi all’informatizzazione delle procedure che la norma prevede per l’assegnazione dei seggi (la modifica ha riguardato principalmente la soglia di sbarramento per le coalizioni che è scesa dal 10 all’8%).
Frattura ha dunque informato il Viminale che il correttivo è stato varato e che dunque è possibile da ora procedere coi vari step che porteranno all’intesa – che pure Lombardia e Lazio hanno siglato per il voto del 4 marzo – in base alla quale il Ministero gestirà il procedimento elettorale.
Nell’iter di condivisione delle procedure burocratiche è coinvolta anche la prefettura di Campobasso che pure ieri è stata contattata dal presidente e dal suo staff. Le pratiche sono iniziate, ma non ancora sono definite. Per conoscere la data delle regionali in maniera ufficiale c’è bisogno di qualche altro giorno.
Alcuni termini, d’altro canto, sono dettati dalle norme e altri dal buon senso. Appare chiaro se non altro in quale range temporale ci si muove. In base alla norma appena corretta da Palazzo D’Aimmo – che richiama i termini delle disposizioni nazionali – il Molise per le regionali deve rinnovare gli organi del Consiglio regionale e rieleggere il presidente entro il 29 aprile. Data che precede di un giorno il 1 maggio, il governatore Frattura ha già chiarito che non ha intenzione di convocare i comizi elettorali per un giorno che sarà di vacanza per molti. La data più probabile resta il 22, anche se non sono tramontate altre ipotesi che avvicinano di più le urne (per esempio l’8 aprile).
Continua, invece, il tam tam su un ulteriore slittamento. A supportare le voci e le chiacchiere una previsione della finanziaria del 2011 che però è applicabile quando ci sono anche le europee (è il secondo comma dell’articolo 7 che deroga all’obbligo di election day già di fatto aggirabile, perché il comma 1 che lo prevede lo subordina a un «compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti», e aggirato perché già nel 2013 politiche e regionali si tennero nello stesso giorno ma le amministrative no).

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