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Centri per l’impiego, il Tar congela il bando regionale

Centri per l’impiego, il Tar congela il bando regionale

Il bando aveva fatto ‘rumore’ già dal giorno della sua pubblicazione. La Regione, lo scorso 11 agosto, con la delibera numero 308 ha pubblicato l’avviso per il reclutamento di 53 professionalità da assegnare ai Centri per l’impiego di Campobasso, Termoli e Isernia prevedendo un contratto a tempo determinato per 24 mesi. Una notizia che mandò su tutte le furie i 26 precari rimasti fuori dagli uffici di piazza Molise, nonostante una convenzione firmata proprio da Palazzo Vitale e dalla Provincia (allora guidata da Rosario De Matteis) avesse stabilito la necessità di garantire la continuità del servizio attraverso le figure professionali già presenti. La storia è nota, i precari sono stati mandati a casa e, unico caso in Italia, è stata negata loro la proroga dei contratti e la conseguente stabilizzazione. Ora il bando della ‘discordia’ è stato congelato dai giudici del Tar che hanno discusso il ricorso presentato da altri 4 lavoratori – non i vincitori del famoso concorso Masterplan – che dopo la mobilità sono stati impiegati negli uffici di piazza Molise. I ricorrenti, esclusi dal bando regionale, e difesi dagli avvocati Flaminia Arcari e Lucia Mancini, hanno ottenuto la sospensiva dell’avviso in via cautelare.
Mercoledì scorso il collegio del Tar, presieduto dal giudice Orazio Ciliberti, si è pronunciato sul caso, rilevando che «l’istanza cautelare, per ciò che attiene alla parte relativa alla richiesta di sospensione degli atti con i quali è stata indetta la procedura selettiva per il reclutamento di unità da assegnare ai Centri per l’Impiego di Campobasso – Termoli e Isernia, non pare sorretta dal requisito del periculum in mora, atteso che non vi è prova che le nuove assunzioni comportino l’interruzione del rapporto di lavoro dei ricorrenti con la Regione». I giudici hanno inoltre stabilito che «quanto al fumus di fondatezza, il criterio di priorità, riferito al personale iscritto all’Albo regionale degli operatori degli enti convenzionati, di cui all’art. 26 della l.r. n. 10/1995, non pare precludere il ricorso da parte dell’Amministrazione a procedure di assunzione per il reclutamento di figure professionali da adibire a mansioni analoghe rispetto a quelle espletate dai ricorrenti iscritti nel predetto Albo, ma risulta invece introdurre una regola relativa all’attribuzione delle mansioni, stabilendo che il personale in questione ‘è impiegato in via prioritaria, in relazione all’anzianità di servizio, nelle attività formative e nei servizi previsti dal piano regionale, anche attraverso la realizzazione di azioni e processi di aggiornamento, riqualificazione e mobilità’». Dunque, «rilevato che l’esclusione dai requisiti di partecipazione alla selezione dei “diplomi di tipo tecnico” prevista all’art. 3 dell’Avviso pubblico per l’assunzione di unità da assegnare in Categoria “C” profilo professionale “amministrativo contabile” risulta apparentemente non coerente con le mansioni che gli assunti sarebbero chiamati a svolgere e, comunque, immotivata», i giudici hanno stabilito che «l’avviso in questione deve essere sospeso in via cautelare anche ai fini del riesame limitatamente a tale specifica previsione». Dunque per il momento la procedura concorsuale viene sospesa in attesa dell’udienza di merito fissata per il prossimo 10 ottobre.

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