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Banda larga ad Agnone, Telecom congela il piano

Banda larga ad Agnone, Telecom congela il piano

Non perde occasione Maurizio Cacciavillani per punzecchiare l’amministrazione Marcovecchio e lo fa, ancora una volta, tramite il social media Facebook. Questa volta l’ex vice sindaco parla di Banda Ultralarga e Servizi Innovativi al Turismo, una questione che, già qualche mese fa era stata al centro di un dibattito mediatico tra il gruppo “Nuovo Sogno Agnonese” ed il sindaco Marcovecchio. «Diversi mesi fa, attraverso la pagina facebook del gruppo politico “Nuovo Sogno Agnonese” – ricorda lo stesso Cacciavillani – ho postato alcune considerazioni sui lavori che Telecom Italia stava eseguendo ad Agnone per l’implementazione della cosiddetta Banda Ultralarga. L’argomentazione centrale delle mie riflessioni era che Telecom Italia stava investendo ad Agnone, così come in altri 400 comuni dell’Abruzzo e Molise, per non perdere quote di mercato nei confronti di Enel Open Fiber che si era aggiudicato la gara di appalto indetta dal Mise (dove aveva partecipato anche Telecom) per la realizzazione delle infrastrutture a banda ultralarga nelle aree bianche in sei Regioni compreso Abruzzo e Molise. Per aree “bianche” si intendono le cosiddette zone a fallimento di mercato dove gli operatori non intendono investire. Anche Agnone si trova in area bianca.»
Affermazioni queste che, a detta di Cacciavillani, «fecero arrabbiare il sindaco di Agnone che rivendicava i meriti dei lavori che Telecom Italia stava effettuando. Sarei curioso – commenta l’ex vicesindaco – di sapere se il sindaco di Agnone è informato che dopo qualche settimana dalla pubblicazione del mio post (giugno 2017), Telecom ha congelato il piano “Cassiopea”, cioè quello che prevedeva gli investimenti nelle aree bianche per l’implementazione della Banda Ultralarga, compreso il comune di Agnone.» Come spiega il post, alla base del blocco dei lavori ci sarebbe uno scontro tra il Governo e Telecom, in quanto il primo non avrebbe “digerito” l’avvio del piano di investimenti da parte di Telecom, a seguito dell’aggiudicazione del bando nazionale a Enel Open Fiber, prospettando verso Telecom anche una richiesta di danni. E qui l’attacco di Cacciavillani, che accusa l’amministrazione Marcovecchio di aver concesso autorizzazioni «per rompere mezzo Agnone». Il riferimento è ai lavori che sono stati eseguiti la scorsa estate per la sistemazione dei cavi della Fibra Ottica; interventi che hanno comportato la rottura della pavimentazione stradale in diversi punti del paese al fine di garantire la piena copertura della nuova connessione. «L’Amministrazione comunale – prosegue Cacciavillani – avrebbe potuto chiedere a Telecom come prima cosa il collegamento della sede comunale in fibra ottica.» Questo anche in vista del progetto ormai quasi pronto sui Servizi Innovativi al Turismo, che tra le altre cose, prevede anche l’implementazione di una rete Wi-Fi cittadina. Si capisce che con l’uscita in fibra ottica a 100 Mbps simmetrici la rete cittadina Wi-Fi avrebbe potuto dare connettività gratuita a molte più persone rispetto ad una linea a 8 Mbps come previsto al momento. Evidentemente – conclude – errori di questo genere sono la diretta conseguenze della politica del “vado a comandare”, di chi rifiuta qualsiasi tipo di confronto!»

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