Menù

Usura ed estorsione, due isernini finiscono nella rete della Mobile

Usura ed estorsione, due isernini finiscono nella rete della Mobile

Minacce, vessazioni di ogni tipo, angherie che si sono protratte nel tempo. Questo è quello che hanno dovuto subire un uomo e una donna di Isernia, vittime di due usurai. La Squadra Mobile ha ‘incastrato’ gli aguzzini e ha fatto scattare nei loro confronti altrettante denunce.
Si tratta di due situazioni slegate tra loro che però hanno contorni analoghi e, soprattutto, inquietanti.
Nel primo caso la vittima è stata costretta a pagare per due anni un prestito ottenuto nel 2014. Versando ogni mese una rata da 250 euro, l’isernino era arrivato a ‘restituire’ ben seimila euro, a fronte dei mille che aveva ricevuto da un suo conoscente, un 46enne di Isernia. La somma mensile era stata concordata in base agli interessi passivi e avrebbe dovuto essere corrisposta fino al pagamento in un’unica soluzione del prestito iniziale. Tuttavia, le difficoltà economiche della persona che era finita in questo vortice non le hanno permesso di onorare il debito, ma le pressioni aumentavano ogni giorno di più e alla fine c’è stata la svolta. La vittima è crollata moralmente e ha deciso di rendere nota la sua vicenda ai poliziotti.
L’indagine che ne è scaturita ha consentito di ricostruire, anche attraverso accertamenti tecnici, l’ammontare del prestito ricevuto e l’avvenuto pagamento delle rate mensili. Inoltre, la Mobile ha scoperto che il 46enne, in più di un’occasione, non aveva esitato a pretendere il pagamento delle rate mensili minacciando la vittima e i suoi familiari, ponendo quindi in essere delle vere e proprie condotte estorsive. Al termine dell’attività investigativa, gli operatori hanno messo fine alla triste vicenda, denunciando l’uomo di 46 anni per i reati di usura ed estorsione.
La seconda vicenda trae origine da un’aggressione subita da una donna di etnia rom. La signora, in seguito alle botte ricevute, era andata in ospedale per farsi medicare e qui i medici del pronto soccorso, hanno giudicato le lesioni guaribili in sette giorni. Le sue condizioni hanno messo in allerta la Mobile.
Gli agenti sono riusciti a conquistare la fiducia della donna e lei, rispondendo alle loro domande, ha svelato l’inferno in cui si trovava. La signora ha dichiarato di aver ottenuto da una conoscente di etnia rom un prestito di 3500 euro, somma che aveva restituito interamente con rate mensili. Per togliersi da quell’impaccio aveva chiesto aiuto ai propri familiari, sperando così di tornare presto alla normalità. Nonostante l’estinzione del debito, colei che inizialmente si era mostrata una ‘benefattrice’ ha continuato a vantare un ipotetico credito, minacciando la vittima ripetutamente. Le telefonava, la cercava in ogni modo chiedendole soldi ed è arrivata, appunto, ad aggredirla fisicamente.
La Squadra Mobile ha fatto partire immediatamente le indagini e i poliziotti sono riusciti, anche in questo caso, a ricostruire ogni dettaglio. Ascoltate le testimonianze e raccolti gli elementi, si è riusciti a denunciare la 40enne a piede libero, per i reati di usura, tentata estorsione e lesioni personali.
L’intenso lavoro svolto in questi ultimi giorni si inserisce nel solco delle attività di contrasto al fenomeno dell’usura poste in essere dalla Polizia di Stato. L’obiettivo è reprimere un fenomeno che in città sembra abbastanza diffuso, prova ne è il recente arresto di altri sette presunti ‘strozzini’, che avrebbero messo in piedi una vera e propria associazione per delinquere. Il modus operandi, come per gli ultimi due casi, è sempre lo stesso: i responsabili approfittano dei problemi finanziari delle vittime e pretendono interessi astronomici, non risparmiando, per sostenere le loro richieste, la violenza fisica e le pressioni psicologiche. Ma l’attività della Polizia focalizza l’attenzione anche su tutti coloro che si trovano a subire angherie di questo tipo, invitando anche i più timorosi a chiedere aiuto.
Vivida

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.