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Carenza di personale all’ospedale Veneziale di Isernia, infuria la polemica

All’ospedale Veneziale di Isernia la carenza di personale sta generando nuove criticità: infermieri e OSS sono costretti a doppi turni, per sopperire alle mancanze dei colleghi assenti giustificati. A denunciare una situazione cronica che, tuttavia, ora pare arrivata all’apice è la segreteria regionale della Fials, la Federazione italiana autonomie locali e sanità. Il sindacato, tramite il proprio rappresentante regionale Carmine Vasile, ha lanciato l’allarme appellandosi direttamente ai vertici della sanità locale. Attraverso una lettera inviata al direttore sanitario dell’Asrem, Antonio Lucchetti, al commissario ad acta Paolo Frattura e al responsabile delle Risorse Umane, il segretario della Fials descrive una situazione di emergenza totale, che riguarda il personale di assistenza e di conseguenza i pazienti.
«L’unità operativa di medicina interna dispone di 26 posti letto con un indice di occupazione di oltre il 100% – spiega nella nota Vasile – e con un totale di pazienti ricoverati non autosufficienti oltre il 90%, quattro letti di day hospital e garantisce diverse attività ambulatoriali specialistiche (ambulatorio di medicina interna, di endocrinologia, di pneumologia, allergologia, di ecografie interne ed esterne). A fronte di un numero ottimale di almeno 18 infermieri ed almeno 6 Operatori socio sanitari, attualmente dispone di solo otto infermieri turnisti e di solo 2 OSS perché il restante personale assegnato è assente, da tempo, a vario titolo per congedi straordinari e malattie lunghe.
Premesso che il nostro stato democratico, come sancisce la costituzione, dovrebbe garantire a tutti i cittadini l’effettivo diritto alla salute, visto che nei nostri ospedali spesso accade che a rimetterci la salute siano gli operatori sanitari costretti a turni massacranti, a continui richiami in servizio su riposi e ferie programmate, a turni di pronta disponibilità non in linea con la norma e di gran lunga superiori a quanti previsti contrattualmente».
E così gli infermieri, oltre a dover sostenere doppi turni, hanno dovuto sospendere le ferie e i riposi. Una situazione che emerge con particolare gravità soprattutto nel reparto di Medicina, ma che si ripropone analogamente anche nelle altre Unità operative complesse dell’ospedale isernino.
Non è la prima volta che la Fials mette in luce tali problematiche. In precedenza era avvenuto ad agosto, ma ora arriva una richiesta chiara e forte.
«È necessario un immediato intervento per sanare il dramma di questo servizio – continua la nota -, e cioè un sensibile aumento della dotazione organica di infermieri e di OSS che coprano il servizio su 24 ore e per l’intera settimana, ovvero 6 infermieri e ameno 4 OSS con un supporto maggiore di personale ausiliario e la revisione dell’intera riorganizzazione delle attività di assistenza dell’Asrem ridistribuendo equamente i carichi di lavoro di tutto il personale dipendente. L’attuale dotazione di personale non risulta sufficiente per garantire i Lea, quindi non è più rinviabile l’approvazione del piano occupazionale 2018-2020 e l’indizione di bandi di concorso per assumere a tempo indeterminato tutte le figure professionali mancanti».
A proposito dei concorsi. Come la Regione ha già chiarito, entro qualche mese arriveranno gli avvisi pubblici, conseguenza dello sblocco del turnover e ci sarà la stabilizzazione di oltre 140 infermieri precari. Assunzioni, quelle a tempo indeterminato, che nel comparto sanitario sono ferme dal 2005, data dell’ultimo concorso per infermieri ex ASL 3 Centro Molise.
«Da quella data in poi ci sono stati circa mille pensionamenti di tutte le figure professionali: sanitarie, tecniche e amministrative – ha detto il numero uno della Fials a Primo Piano Molise -. Per sopperire alle carenze del personale medico vengono spesi molti soldi, in modo da pagare le prestazioni aggiuntive. Al contrario per sopperire alle carenze del restante personale le prestazioni imposte con ordini di servizio non vengono retribuite in alcun modo. Inoltre, il personale non è equamente distribuito e dove il carico di lavoro è di più c’è anche maggiore anche carenza».
Valentina Ciarlante

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