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Sanità, è ancora scontro sull’accordo di confine

A dare la notizia è stato l’assessore abruzzese alla Sanità Paolucci: c’è l’accordo di confine col Molise, ha detto venerdì a Vasto.
Immediate le reazioni al contenuto dell’intesa illustrato da Paolucci: si potenzia Vasto e questo ha mandato su tutte le furie il Comitato San Timoteo di Termoli. Ora anche l’ex governatore Michele Iorio interviene: è «la fine della sanità molisana», dice, «il governo regionale va fermato». Immediata la replica di Frattura: non è stato firmato alcun accordo, l’unico da fermare è Iorio.
Per Iorio «si conferma la sciagurata ipotesi, paventata lo scorso luglio, di spostare la sanità del basso Molise e dell’area di Agnone presso l’ospedale di Vasto. Un provvedimento di tal genere sancisce definitivamente la fine della sanità pubblica molisana». Gli accordi di confine, prosegue, dovrebbero «garantire alla nostra regione la possibilità di estendere ad altri territori la nostra offerta sanitaria, e non viceversa. Gli effetti del decreto Balduzzi, infatti, avrebbero prescritto al Molise, che ha già un ospedale a Termoli, di procedere ad accordi di confine per sostenere la realizzazione di un Dea di II Livello a Campobasso e di I Livello a Termoli con l’obiettivo evidente di allargare i confini di interesse a favore proprio del Molise. Invece sta avvenendo esattamente il contrario con buona pace di un governo della Regione Molise che lavora all’impoverimento della sanità nel basso e alto Molise». Per Iorio aumenterà la «già elevata mobilità passiva» e ci sarà un «ulteriore smantellamento della sanità pubblica locale. Con questo atto il centrosinistra molisano ha dato un nuovo colpo all’idea, che abbiamo sempre avuto noi, di essere una regione che ha l’opportunità di offrire servizi di qualità alle regioni confinanti. Ne deriva che questi accordi di confine vanno contro l’interesse del Molise. E al governo regionale dico: se non vi fermate voi, vi fermeremo noi».
La campagna elettorale in corso per le politiche, che vedono Iorio candidato con il centrodestra al Senato, fa mettere da parte il fair play. «Al momento c’è una sola persona da fermare: Michele Iorio. Andrebbe fermato con tutte le sue analisi infondate e fuori luogo sulla sanità molisana, del cui sfascio, e glielo diciamo ancora una volta, lui è e resta il principale responsabile», risponde il presidente Frattura. «Possiamo comprendere tutto, la confusione del candidato, la difficoltà di proporsi ai molisani non avendo argomenti convincenti, il tentativo di intraprendere la strada della menzogna e della fesseria, ma a ogni cosa c’è un limite. Iorio sa bene che non c’è nessun accordo di confine con il quale svendere o ridimensionare la qualità dei nostri servizi sanitari regionali. Iorio prova ancora, e non si rende conto di sfiorare il ridicolo, a disegnare la sanità delle meraviglie, quella stessa che, a causa della sua scriteriata gestione, è costata ai molisani anni di commissariamento, di blocco delle assunzioni e di sbeffeggiamenti centrali. Forse è il caso di finirla». Poi Frattura spiega nel merito che l’accordo nasce per l’area Trignina ma è «di vitale importanza per il basso Molise e per Agnone: è un tassello fondamentale per la nostra riorganizzazione. La bozza deve essere ancora condivisa, validata dal tavolo tecnico con i Ministeri competenti: nessuno ha firmato niente. Con la Regione Abruzzo stiamo ragionando per dare alle nostre comunità un’offerta qualificata, utile ai cittadini perché noi il Trigno lo viviamo come elemento di unione e non divisione. Non ci sembra un progetto da fermare, assolutamente no».

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