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Civica popolare al debutto: «Ci mettiamo faccia e impegno»

Civica popolare al debutto: «Ci mettiamo faccia e impegno»

Una squadra di persone che sono in politica da tempo e di professionisti che invece ci si avvicinano solo ora.
«Ci mettiamo la faccia, coi nostri amministratori e la migliore società civile», dice Pierpaolo Nagni.
È lui l’artefice, la presenza della lista di Beatrice Lorenzin l’ha organizzata lui. Da coordinatore di Ap, dopo la scissione ha scelto la stessa strada della ministra della Salute: quella dei moderati che si alleano coi progressisti.
Al Rinascimento, l’assessore alle Infrastrutture della giunta Frattura presenta il mix a suo parere riuscito e che in Molise ha possibilità più ambiziose rispetto alla media nazionale. La scommessa di sempre, il centro che si trova bene nel campo progressista, con prospettive significative.
I sondaggi, sottolinea, danno l’indicazione sull’orientamento politico e ideale del momento, ma poi sulle schede ci sono i nomi delle persone. Nel Molise di piccoli numeri e in cui ci si conosce tutti, è come se ci fossero anche le foto dei candidati. Qui, aggiunge, «abbiamo una base consolidata, una presenza politica seria e in campo abbiamo messo persone con un retroterra importante».
Al suo fianco, nel radicamento di Civica popolare che anche alle regionali – lo chiariscono entrambi – sarà alleata del centrosinistra, c’è Carmelo Parpiglia. Il delegato allo Sport riassume i cinque anni di lavoro svolto, indica il riordino della sanità fra le riforme necessarie e che daranno un futuro migliore al Molise. «In queste elezioni – chiude – mettiamo esperienza, qualità e capacità di stare in mezzo alla gente».
Al tavolo ci sono non due, ma tre ex calciatori. È Nagni a rivelare un passato glorioso sui campi anche per Alfredo D’Ambrosio, candidato al proporzionale del Senato (lui e Parpiglia sono gli altri due). Da giovane l’ex senatore riusciva bene anche a calcio, poi la passione politica ha vinto. «Faccio un po’ da allenatore», introduce il suo breve intervento D’Ambrosio. Sarebbe rimasto più in panchina, ma nel progetto nazionale lo hanno coinvolto persone con cui ha un sodalizio importante – spiega -, non ha potuto e voluto dire di no. «Mi conoscono tutti, il mio impegno è per affrontare e risolvere i problemi, soprattutto di chi ha meno ed è più in difficoltà. Mi auguro – ancora l’ex senatore – che sia una campagna elettorale diversa da come è iniziata. Sento solo promesse, la lista della spesa, o accuse e offese agli avversari».
Il nome di D’Ambrosio sulla scheda sarà accanto al simbolo di Civica popolare e sotto il nome di Enrico Colavita, in corsa nel maggioritario. Sotto i nomi di Maria Teresa D’Achille (collegio Camera Isernia) e di Vittorino Facciolla (Camera Campobasso-Termoli) ci saranno quelli di Salvatore Colagiovanni e Giovanna Palermo Di Meo.
L’assessore comunale di Campobasso è d’accordo con D’Ambrosio: «Dobbiamo parlare poco degli altri e molto di quello che vogliamo fare noi». Sintetizza il lavoro di squadra «per rilanciare il Molise e il suo capoluogo» e ringrazia il gruppo consiliare di Palazzo San Giorgio che ha voluto e sostenuto la sua candidatura.
Giovanna Palermo Di Meo è una professionista stimata della provincia di Isernia. Di recente è diventata più nota al pubblico perché ha gestito da liquidatrice la difficile vertenza della Oti. Per lei è il debutto in politica, in un momento molto delicato e particolare della vita del Paese e con una nuova legge elettorale che ai moderati riserva una sfida ardua. «Sono stata molto felice e orgogliosa quando mi è stata proposta la candidatura – racconta – Finora mi sono dedicata al mio lavoro e alla mia famiglia, il mio impegno è mettere a disposizione del nostro territorio la stessa passione».
Colavita ricorda con una pacca sulla spalla e un sorriso largo la vita istituzionale condivisa con D’Ambrosio. «Sono qui, con persone che conosco da tempo e in un ambiente in cui si parla di cose da fare. È il posto giusto. Ci mettiamo la faccia, come ha detto Pierpaolo, e anche l’impegno. In questa avventura io non ho nulla da chiedere, ho qualcosa da offrire».
Chiudono Facciolla e D’Achille.
Il primo pone l’accento su una rimonta che, dice con forza, lui percepisce man mano che parla con i cittadini nel tour che ha organizzato e iniziato. Il governo regionale in carica affronta di petto l’impopolarità che pure riconosce – per scelte che però ha ritenuto fondamentali per garantire un futuro al Molise – presentandosi con i suoi uomini. «Non ci nascondiamo e non inventiamo nulla», per dirla con Nagni.
L’ex vice sindaca di Isernia conta sui programmi e gli investimenti avviati: l’area di crisi, la programmazione europea. C’è spazio, per D’Achille, per consolidare l’inversione del trend economico che già gli indicatori istituzionali hanno raccolto.
r.i.

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