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Medici più ‘umani’ e vicini ai pazienti, a Campobasso il reparto di Rianimazione indica la rotta

Medici più ‘umani’ e vicini ai pazienti, a Campobasso il reparto di Rianimazione indica la rotta

Un reparto ‘diverso’ da tutti gli altri, per i pazienti, per gli operatori sanitari, ma soprattutto per i familiari che vivono un’esperienza molto intensa perché coinvolti in una realtà, quella della Rianimazione, che per alcuni versi può apparire spaventosa. Come aiutare le famiglie e i pazienti in questo difficile percorso? È la domanda che otto anni fa si sono posti i membri dell’Associazione cattolica operatori sanitari e a cui hanno dato una risposta concreta promuovendo l’iniziativa ‘Open doors’, divenuta ormai una tradizione nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, diretto dal dottor Romeo Flocco. Ieri mattina, in occasione del Mercoledì delle ceneri, le porte del reparto – in cui solitamente vigono regole e orari stringenti – si sono spalancate. Ottima, come ogni anno, la risposta: ex pazienti ed i loro familiari, operatori sanitari, ma anche persone che non hanno mai vissuto un’esperienza diretta all’interno del reparto, si sono ritrovati per condividere un momento di vicinanza e confronto. L’iniziativa si è aperta con la santa messa celebrata dal vescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini, «che sin da subito – ha evidenziato un medico – ha accettato con entusiasmo questa nostra idea. La Rianimazione è il luogo simbolo della sofferenza estrema, dove tra l’altro c’è una difficoltà relazionale perché il paziente non è quasi mai sveglio, e una difficoltà di comunicazione anche per i familiari perché si tratta eventi sempre tumultuosi, complicati da gestire. Abbiamo scelto un momento simbolo, che è quello dell’inizio della Quaresima, che per i cattolici rappresenta un periodo di riflessione anche sul significato della sofferenza».
Il messaggio è dunque quello di privilegiare gli aspetti umani, psicologici e relazionali, affiancandoli alle cure mediche. «Del resto è questa la ricetta della buona sanità – hanno sottolineato nel corso dell’iniziativa – una ‘mission’ che il team del reparto di Rianimazione sta portando avanti da anni. Qui non ci sono solo professionisti, ci sono uomini e donne che lavorano per i pazienti e non in funzione dei numeri».
Al termine della celebrazione padre Giancarlo si è fermato insieme ai familiari per un momento di preghiera accanto ai pazienti. Poi è stata la volta del ‘confronto’ con i medici: «Ogni anno invito le persone – ha precisato il dotto Flocco – a farmi delle ‘critiche’ e a ‘rimproverarmi’, solo in questo modo possiamo capire cosa migliorare all’interno del reparto e venire incontro all’esigenze di pazienti e familiari in maniera più incisiva».

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