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Tentato omicidio a Cantalupo, in arrivo la sentenza per il migrante

Tentato omicidio a Cantalupo, in arrivo la sentenza per il migrante

Il 21enne del Gambia che circa un anno si avventò contro un pensionato, maneggiando una spranga, è ufficialmente imputabile e tra una settimana si conoscerà la decisione del giudice. Il 21 febbraio si celebrerà l’ultimo atto del processo aperto con l’ipotesi di tentato omicidio a carico del migrante che il 29 marzo scorso, all’esterno di un bar di Cantalupo, colpì violentemente un uomo di 60 anni, originario di Santa Maria del Molise, procurandogli una grave ferita alla testa. La reazione del ragazzo venne scaturita dal rifiuto del pensionato a una sigaretta: «Non fumo», disse di fronte alla sua richiesta. In seguito a quel ‘no’ il 21enne, che fino ad allora era ospite di un centro d’accoglienza per migranti, posto proprio di fronte al luogo dell’accaduto, afferrò un bastone di ferro e si scagliò contro il 60enne. Dopo l’arresto e le difficoltà di comunicazione (il 21enne parla solo la lingua mandinga), il ragazzo venne trasferito dal penitenziario di Isernia al carcere di Pescara, dov’è tuttora recluso e da subito si paventò l’eventualità che non fosse in grado di sostenere un processo.
Nel corso delle ultime settimane nel tribunale di Isernia si sono svolte tre udienze. In primo luogo il collegio giudicante ha ammesso la costituzione delle parti civili, bocciando invece la richiesta di chiamata in causa, come responsabili civili del ministero dell’Interno e della GM Services srl, ovvero la società che gestisce il centro d’accoglienza di Cantalupo.
I giudici in seguito hanno accolto l’istanza presentata dal’avvocato Paolo Sassi, difensore dell’imputato, di procedere al rito abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica. L’esame era finalizzato ad accertare sia la capacità di intendere e di volere del ragazzo al momento del fatto, sia quella attuale, in modo da verificare la sua possibilità di partecipare al processo. Il consulente nominato dal tribunale, il dottor Gualano, ieri mattina ha relazionato circa gli esiti della perizia. Ebbene secondo l’esperto, l’imputato, il 29 marzo scorso, al momento dell’aggressione, aveva una lucidità ‘scemata’. Ciò vuol dire che è stata esclusa in maniera parziale la capacità di intendere e di volere ed è stato stabilito, altresì, che oggi, visto anche il trattamento farmacologico cui è sottoposto, il nordafricano è in grado di partecipare al processo.
L’udienza è stata rinviata al 21 febbraio prossimo per la discussione e quindi, in quella data, arriverà la sentenza. La scelta del rito abbreviato prevede che in caso di condanna il 21enne usufruisca dello sconto di un terzo della pena.
VC

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