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Leadership alle regionali, il centrodestra chiama Roma

Leadership alle regionali, il centrodestra chiama Roma

Avrebbe dovuto restare segreta. In piena campagna per le politiche, la riunione del tavolo del centrodestra sulle regionali: impossibile che rimanesse riservata.
A Isernia la coordinatrice di Forza Italia Annaelsa Tartaglione ha messo intorno al tavolo i colleghi dei partiti che per le elezioni del 4 marzo sono in coalizione (quindi Fratelli d’Italia, Lega, Idea, Udc e Direzione Italia che insieme costituiscono Noi con l’Italia) e i rappresentanti di movimenti e forze politiche che da giorni chiedevano la convocazione del direttorio della coalizione per avviare la discussione su leadership e programma per le regionali di fine aprile. Quindi, fra gli altri, i Sovranisti, popolari per l’Italia e Alleanza per il futuro.
In estrema sintesi, tutti (o quasi) avrebbero concordato che non è utile aprire il ragionamento solo dopo le politiche. Su questa posizione sono però rimasti Michele Iorio, in corsa per il Senato sul maggioritario e leader di Direzione Italia, e la Lega di Salvini. In linea di massima sarebbe stato espresso il gradimento di tutti (o quasi) sul nome del presidente del Tribunale di Isernia Enzo Di Giacomo.
Tra conferme e smentite, pare circoli anche una bozza di un documento da inviare al tavolo nazionale che, riassumendo questa condivisione, sollecita l’ufficializzazione del percorso che il centrodestra proporrà ai molisani per le regionali. In pratica, l’investitura per Di Giacomo. Che, si dice negli ambienti, era pronta qualche settimana prima della presentazione delle candidature per le politiche. Se è rimasta nel cassetto un motivo ci sarà. E questo motivo, il dissenso o quanto meno la cautela di due dei partner, non è detto che sia stato superato.
Nelle prossime ore si saprà qualcosa in più. Nel centrodestra regna una calma apparente. Ed è evidente che sia apparente, quindi non si escludono novità – o conferme delle indiscrezioni degli ultimi giorni – abbastanza clamorose. Secondo alcuni dei sostenitori della candidatura di Di Giacomo – che il magistrato non ha mai fin qui accettato -, il giudice sarebbe tuttora pronto a dichiarare in maniera chiara la sua indisponibilità, perché è evidente che non ci sono le condizioni.
Non è un caso che proprio in quest’ultima settimana circola un’altra ipotesi: quella di Tecla Boccardo, segretaria generale della Uil, a cui qualche big starebbe pensando per la guida di una coalizione più ampia del centrodestra.
Più in generale, la sensazione è che la ritrovata serenità nel gotha del centrodestra sia solo apparente (forse necessaria per la spartizione delle candidature). Lo si intuisce dalle versioni disparate che i componenti dei vari tavoli propinano, talvolta diametralmente opposte, tendenziose e chiaramente di parte. Riunioni segrete che poi segrete non sono, consegna del silenzio puntualmente disattesa e tutti pronti a puntare il dito l’uno contro l’altro.
Defaillance tipiche della campagna elettorale. Forse. Non è ‘fine’ però andare a scomodare un magistrato, non uno qualunque ma il presidente del Tribunale di Isernia, tirarlo per la giacca, spendere il suo nome in lungo e in largo e continuare a discutere senza arrivare ad una soluzione. E coinvolgere nel circolo delle frottole pure i cronisti. Talvolta inconsapevoli, talvolta fin troppo consapevoli.
In tanta confusione una sola certezza: i molisani non hanno l’anello al naso.
ppm

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