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Campobasso, Ruta acclamato leader di Ulivo 2.0: «Ora siamo pronti a sfidare chiunque»

Campobasso, Ruta acclamato leader di Ulivo 2.0: «Ora siamo pronti a sfidare chiunque»

Acclamato leader di Ulivo 2.0. Votazione palese in mezzo a un tifo da stadio, è il caso di dirlo visto che l’assemblea è al PalaSturzo di Campobasso.
È Roberto Ruta l’uomo che guiderà le truppe del centrosinistra alternativo a Frattura il 22 aprile alle regionali. Previsioni, peraltro facilissime, rispettate.
Sabato si candidano Adele Fraracci e Angelo Di Stefano. Domenica, a pochi minuti dalla scadenza delle 12, arriva anche la candidatura di Ruta. Il senatore uscente, che non si è ricandidato per non sostenere, dice dal palco, «quello che c’è», è incoronato «in un giorno da lupi» dalle mille e più persone del palazzetto, 1.200 dice l’Ansa. Un giorno da lupi, sottolinea Ruta, non solo nel senso che Burian soffia già sul capoluogo. «Ora possiamo sfidare chiunque», aggiunge.
Prima dei candidati parlano i fondatori di Ulivo 2.0, che nel restilyng elettorale si chiamerà ‘2.0 il Molise che ti meraviglia’. Il nuovo centrosinistra, dice Michele Durante, deve rispondere «a persone come Salvini che accusano la sinistra di tutti i mali del Molise: a Salvini rispondo che la sinistra in questa regione non ha mai governato, governerà dopo le prossime elezioni».
Danilo Leva detta la linea: «Noi siamo il centrosinistra, siamo il punto di riferimento di un mondo largo. Quel mondo tradito da coloro che hanno tradito la sanità pubblica privatizzandola: se fai queste cose non sei di centrosinistra, ma di centrodestra. E sei di centrodestra se alla Gam dici che la chiusura dell’azienda è colpa dei lavoratori, se li umili. Se tradisci i motivi della tua posizione politica, alla fine finisce che quelli veri di centrodestra li rimangono pure: tanto che Iorio si ripresenta con lo slogan ritorno al futuro. Insomma, se gli tiri la volata, se legittimi quelle politiche, alla fine scelgono l’originale». Detta la linea, il deputato ricandidato con LeU (al PalaSturzo ci sono tutti i competitor della lista di Grasso, oltre a Leva e Durante tra gli altri anche il rettore Gianmaria Palmieri, Oreste Campopiano), anche sul leader. È Ruta, scandisce l’endorsement, l’uomo giusto. Di Stefano nel suo intervento parla del suo cavallo di battaglia, attacca cioè la sanità di Frattura. Fraracci consegna a Ruta il testimone della battaglia per la legalità, a suo parere in Molise c’è «un’emergenza democratica». La prof fa un passo indietro e chiede il voto per il senatore. Si ritira anche Di Stefano. Il palazzetto, quindi, acclama Ruta.
Che propone il «Molise che ti meraviglia», quello che farà dire all’Italia «avete visto cosa hanno fatto in Molise in soli cinque anni?». L’80% del suo intervento è dedicato alle azioni del governo Frattura: tutto sbagliato per Ulivo 2.0, tutto da rifare. Solo un passaggio sul centrodestra, rispetto all’autostrada a cui lui disse no già nel 2006 ma che poi ha visto solo il primo tratto costruito e basta. Ripropone la superstrada a quattro corsie. Si intesta il risultato della Zona economica speciale (che il Molise condivide con l’Abruzzo) e dichiara: ci sono già cinque aziende pronte a venire a investire in Molise perché c’è la Zes. E poi il Parco del Matese, la cassa integrazione alla Gam, il Parco delle Morge. Tasto dolentissimo la sanità: «Sulla sanità diciamo con forza che quanto fu stabilito nel 2013 è stato tradito. E che se sarò io il prossimo governatore del Molise l’80% dei posti letto saranno nelle strutture della sanità pubblica».
Chiaro il quadro, chiaro l’avversario. Ruta chiude chiedendo di cantare insieme il ritornello di una canzone di Rino Gaetano: «Ma dammi la mano e torna vicino. Può nascere un fiore nel nostro giardino…».
ritai

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