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La sfida di Venittelli «C’è ancora bisogno di riforme e del Pd»

La sfida di Venittelli «C’è ancora bisogno di riforme e del Pd»

Un dibattito senza sosta, perfino episodi di violenza che hanno riportato l’Italia agli anni bui. I candidati affrontano le ultime ore di propaganda.
Deputata uscente del Pd, Laura Venittelli ci riprova per il Senato. È in corsa nella quota proporzionale.
Laura Venittelli, che campagna elettorale è stata questa?
«Da un lato chi, come noi del Partito democratico, ha cercato di raccontare cinque anni di impegno che hanno consentito all’Italia di uscire dalla peggiore crisi economica del secolo, di rivedere il segno più vicino al Pil e alla produzione industriale, di dare tanti nuovi diritti ai cittadini e le proposte per proseguire la strada delle riforme. Dall’altro i nostri avversari che hanno raccontato solo promesse e soffiato sul fuoco dell’insicurezza e delle rabbia. E purtroppo se soffi sul fuoco rischi di appiccare l’incendio».
Ha scelto di ricandidarsi per dare continuità al suo primo mandato da parlamentare del Pd. Se viene rieletta da dove riparte e quali sono gli obiettivi che si pone?
«L’Italia non ha finito il suo percorso di riforme. E vedo in giro troppi avversari con la voglia di avviare delle controriforme pericolose sia sul lato sociale, che su quello economico. Non possiamo tornare indietro. Dobbiamo andare avanti. Il mio impegno proseguirà per dare risposte alle esigenze della mia terra».
Tre cose di cui il Molise ha bisogno e che lei è pronta a sostenere nella prossima legislatura parlamentare.
«Lavoro, lavoro e ancora lavoro. E lo faremo anche grazie alla Zona economica speciale. Perché il Molise, grazie al Pd e nonostante i voti contrari di Lega e M5S, avrà la sua Zona economica speciale. La Zes è uno strumento legislativo fortemente voluto dal governo Gentiloni. È stato ideato per attrarre investitori nazionali e internazionali in solo otto specifiche zone del Sud Italia, grazie alle importanti agevolazioni che offre alle imprese. Mi sono battuta in Parlamento per consentire che anche il Molise avesse la sua Zona economica speciale. Metteremo così in moto lo sviluppo economico del nostro territorio utilizzando la leva del porto di Termoli e del suo retroporto, grazie alla già infrastrutturata zona industriale della Valle del Biferno. Con la Zes daremo impulso all’economia e all’occupazione perché potremo: offrire sconti doganali e fiscali per l’export, accelerare le procedure burocratiche, attrarre gli investimenti produttivi di nuove imprese. E poi concedere alle imprese un credito d’imposta di 50 milioni di euro per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature. Tutto questo significa più lavoro e di qualità».
Chi è il vero avversario del Pd: il Movimento 5 Stelle o il centrodestra?
«Populisti e destra sono due facce della stessa medaglia. Il 24 febbraio a Roma non c’erano alla marcia antifascista. Vorrà pur dire qualcosa il fatto che non fanno gesti concreti contro il rigurgito neofascista in atto nel Paese. Il centrodestra da un lato difende gli interessi personali di Berlusconi e dall’altro le derive xenofobe di Salvini che addirittura apre a Casa Pound. Il M5S appare senza una ideologia chiara, freddo sui diritti, incomprensibile sul fronte economico e sul destino dell’Italia in Europa. E poi è incapace di selezionare la propria classe dirigente. Oltre 15 candidati del M5S, appena eletti saranno espulsi e andranno a ingrossare le fila del Gruppo Misto. Incredibile».
Ci sarà una maggioranza il 5 marzo? E se non ci fosse una maggioranza stabile, quale sarebbe la soluzione?
«Abbiamo per fortuna un arbitro al Quirinale con grande esperienza, competenza e lucidità politica. Saprà fare il meglio per il bene dell’Italia e a lui e alla Costituzione ci affidiamo con serenità».
r.i.

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