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Centrosinistra, obiettivo unità. Si procede ma Di Pietro frena

Paolo Frattura e Roberto Ruta non saranno candidati alla carica di governatore. Né da consiglieri. Entrambi portatori d’acqua.
Il centrosinistra lacerato da un paio di anni di contrasti alla luce del sole e a favore di telecamere prova a ricucire gli strappi. Il passo indietro dei big più in vista, che con toni e accenti diversi si sono confrontati e combattuti, serve a questo.
Il presidente uscente spiega, a margine di una conferenza stampa, che il suo obiettivo è «non essere elemento ostativo alla chiusura di un’alleanza condivisa». Se non si raggiungesse l’unità, certo, ognuno andrebbe con la sua squadra. Ma sarebbe una scelta, aggiunge Frattura, «assolutamente miope». Non c’è unità sul suo nome per la presidenza, sarebbe scorretto concorrere per un seggio sul proporzionale.
Portatore d’acqua epperò tessitore della tela (insieme all’assessore Pierpaolo Nagni) che ha portato, in poche ore, a riaprire i giochi e mettere sul tavolo l’unica ipotesi su cui l’unità era raggiungibile quasi immediatamente. Antonio Di Pietro – che Ulivo 2.0 voleva mesi fa candidato unitario e rispetto a cui Frattura ha sempre confermato rispetto e stima – per ora resta in silenzio. Il telefono squilla a vuoto. Il figlio Cristiano su Facebook scrive: «Sono pronto a tornare a fare il soldato e ad attaccare i manifesti da militante! Tornerei volentieri al mio lavoro sapendo di affidare la Regione Molise alla sua competenza».
Qualche fibrillazione c’è nelle truppe di Ulivo 2.0. I socialisti, quelli più a sinistra: qualcuno ha riserve su Di Pietro, altri sull’accordo con il Pd di Frattura e Fanelli. Era fisiologico. Già ieri pomeriggio era in programma, forse solo come possibilità però, una riunione in via Ferrari. È stata fissata per oggi pomeriggio: alle forze politiche del centrosinistra (tradizionalmente molto democratiche, discussioni e lunghe trattative sono all’ordine del giorno) serve un po’ più di tempo. Un giorno è davvero troppo poco. Ma, da quel che poi emerge in serata, Di Pietro ha frenato. Non si fida di tutti i sì. Peccato che appena l’Ansa batte l’agenzia sulla sua probabile candidatura a governatore del suo Molise a capo del centrosinistra che ha sempre detto di voler riunire diventa notizia di prima fila sulle homepage dei quotidiani nazionali. Lo schema, secondo indiscrezioni, prevede che la coalizione tornata unita gli rivolga un appello alla candidatura, o risponda alla lettera con cui lui prima delle politiche riproponeva la sua disponibilità e la necessità di evitare spaccature alle urne per le regionali.
Lo scenario di medio termine ha altri due appuntamenti importanti: uno certo, l’altro no ma molto ventilato. Il congresso regionale del Pd, intanto, che si aprirà appena dopo il 22 aprile. E tutti scommettono sul fatto che Ruta tenterà di riprendersi il partito. E poi le ipotetiche nuove politiche, non subito magari. Ma presto. E allora chissà, chi oggi è portatore d’acqua potrebbe giocare un secondo tempo in condizioni completamente diverse.

ritai

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