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Trivellazioni nel mare Adriatico, Emiliano e D’Alfonso decisi a dare battaglia

Trivellazioni nel mare Adriatico, Emiliano e D’Alfonso decisi a dare battaglia

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi contro le trivelle, e cioè verso l’attività di estrazione di idrocarburi nel mare Adriatico, dall’Emilia Romagna alla Puglia. Si apre quindi la strada alle attività di trivellazione, cioè alla ricerca in particolare di gas e petrolio al largo della costa adriatica. Le sentenze del Consiglio di Stato sono state pubblicate tra il 28 febbraio e l’8 marzo. La metodica di estrazione viene denominata “air gun” e consente di utilizzare la pressione dell’aria per creare piccoli sommovimenti nel sottosuolo marino e captare segnali per capire se ci sia gas o petrolio. Secondo i ricorrenti, invece, questa metodologia estrattiva può causare danni.
In particolare il progetto riguardava l’effettuazione di prospezioni geofisiche con acquisizione di linee sismiche a riflessione 2D con singolo passaggio e uso della tecnologia Air gun, per uno sviluppo complessivo di 8.134 km, e l’area interessata è al di fuori della fascia di tutela delle 12 miglia.
Tuttavia, il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, commenta che «la partita non è chiusa, non è finita. Siccome grazie a Dio questo governo ha chiuso la sua storia, noi apriremo” un fronte anti-trivelle “con chiunque voglia, con qualunque forza politica che si impegni a modificare queste norme e a vietare l’uso dell’air gun».
«Adesso assumeremo tutti gli elementi», afferma il presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che aggiunge: «ho chiamato a raccolta il sottosegretario Mario Mazzocca, il più raffinato conoscitore e battagliero in Abruzzo, e anche gli ambientalisti che hanno il senso delle cose. Con loro cercherò di rintracciare il bandolo della matassa per riprendere la battaglia istituzionale. Farò pesare – aggiunge D’Alfonso – anche questo nuovo patrimonio di rapporti che abbiamo a Roma e con le istituzioni, per cercare di riprendere una battaglia. Non da soli, ma con altri e poi vediamo cosa si può aggiungere. Non sono meravigliato del pronunciamento del Consiglio di Stato, ma mi voglio meravigliare del lavoro che faranno le istituzioni attive, Parlamento e ministeri, perché noi siamo nella condizione di potere rieducare la condotta giusta di ministeri e Parlamento».

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