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Tunnel di Termoli, arriva il via libera ma con le prescrizioni

Tunnel di Termoli, arriva il via libera ma con le prescrizioni

Un fulmine a ciel sereno, quello che di venerdì ha squassato il cielo di Termoli. Non era attesa prima della fine di marzo, ma l’agognato intervento del Governo sul progetto di riqualificazione del centro storico, il famigerato Tunnel, è stato effettuato ieri, a conclusione di una procedura disciplinata dalla legge e in modo particolare dal codice degli appalti. E così, mentre nessuno se lo aspettava, il Consiglio dei Ministri riunito nella seduta n. 74, quella che si è svolta ieri mattina sotto la presidenza del premier Paolo Gentiloni ha deliberato di accogliere parzialmente l’opposizione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo avverso la determinazione del Comune di Termoli n. 90 del 9 novembre 2017, concernente la realizzazione di un sistema integrato per la viabilità e la mobilità sostenibile, con parcheggio multipiano interrato e recupero funzionale dell’area denominata “Pozzo Dolce”. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato, ai sensi dell’articolo 14-quinquies, comma 6, della legge 241 del 1990, di consentire la prosecuzione del procedimento, purché nel rispetto della necessaria tutela dei beni archeologici e paesaggistici. Immediata anche la reazione del primo cittadino Angelo Sbrocca, che ne ha dato una interpretazione assai favorevole.
«Accogliamo con grande soddisfazione la positiva decisione del Consiglio dei Ministri relativa al progetto di riqualificazione del centro di Termoli. Finalmente è stato superato l’ultimo ed unico ostacolo posto dalla Soprintendenza ai beni culturali di Campobasso (unico Ente ad aver espresso un parere negativo tra i tanti che avevano dato l’approvazione). Sono state riconosciute quindi le ragioni del Comune di Termoli e la correttezza dell’iter amministrativo seguito oltre che la validità del progetto». Di diverso avviso, invece, gli storici antagonisti, con Marcella Stumpo che si è così espressa, appresa la notizia della delibera di Palazzo Chigi. «Il Comitato e il Coordinamento No Tunnel si chiedono quali siano i motivi di esultanza del sindaco Sbrocca per il pronunciamento del Consiglio dei Ministri: «Interpretando le parole del dispositivo secondo il loro significato, si capisce chiaramente che il progetto può andare avanti solo se si tutela l’aspetto paesaggistico e archeologico. Ciò vuol dire che il costone va preservato, quindi niente costruzioni, niente appartamenti, niente auditorium. In una parola, niente orrenda speculazione edilizia tanto cara al privato. Altre letture della decisione ci sembrano unicamente interpretazioni da libro dei sogni. Viene riconosciuto possibile solo il tunnel, ed eventualmente un parcheggio che non alteri il costone. Basta questo all’amministrazione?» Infine, l’ultima battuta è toccata al portavoce nel Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, Nick Di Michele, che prefigura al contrario di quanto detto dal primo cittadino «Un boccone amarissimo per Sbrocca e la sua giunta! 4 anni di amministrazione buttati alle ortiche dietro un progetto fallimentare e Inutile. Ora fai una cosa: dimettiti».

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