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Campobasso. Tasse invariate e risorse per l’edilizia scolastica, ma sul bilancio pesano gli evasori

Per l’ok al bilancio di previsione 2018 bisognerà attendere ancora qualche giorno. Ieri pomeriggio in aula erano presenti solo 16 consiglieri e dunque, in assenza del numero legale, tutto rimandato a venerdì in seconda convocazione . Nella mattinata l’Assise si è comunque espressa su numerosi punti collegati al documento contabile, primi su tutti le tariffe delle imposte comunali. Come preannunciato da una nota diffusa nei giorni scorsi da Palazzo San Giorgio, le tasse non sono rimaste invariate rispetto al 2017. «Non abbiamo previsto aumenti per Imu, Tasi e Tari – ha confermato l’assessore al Bilancio Massimo Sabusco- . Anzi, per la Tari, la tassa sui rifiuti, c’è stata addirittura una lieve diminuzione per le utenze domestiche (vale a dire per le famiglie, ndr). C’è stata una riduzione di circa 100mila euro, che si traduce in un paio di euro in meno in bolletta per ogni famiglia. È rimasta invece invariata per le attività commerciali e le imprese». Approvate anche le modifiche al regolamento della gestione delle entrate comunali, a quello della Tari e a quello sulle occupazioni di suolo pubblico.
Sul bilancio di previsione, che per legge deve essere approvato entro il 31 marzo, è lo stesso Sabusco a dare qualche numero prima della discussione: «Si parla di 144 milioni e 282mila euro per il pareggio di bilancio, la spesa corrente è di 50 milioni, mentre quella in conto capitale ammonta a 60 milioni. Questo vuol dire che per il 2018 e per il triennio 2018-2020 il Comune ha messo a disposizione 60 milioni soprattutto per le infrastrutture e per l’edilizia scolastica. Dalla nuova scuola di contrada Mascione fino ai tre poli scolastici del Cep, di Vazzieri e di via Crispi. Poi ci sono i 18 milioni di euro per la riqualificazione del mercato coperto e di tutta l’area della collina Monforte, il cosiddetto ‘Piano periferie’ del governo. A questo si aggiunge la rimodulazione degli 11 milioni dell’ex sottopasso di via Insorti d’Ungheria destinati esclusivamente alle scuole. Inoltre – ha precisato l’assessore – abbiamo ottenuto delle premialità sul fronte della spesa corrente per il fondo di solidarietà comunale, per aver chiuso il bilancio per il secondo anno consecutivo entro la data stabilita dal Mef, che ci permetterà di assumere sia personale tecnico- amministrativo sia due vigili urbani. Inoltre il personale che era part time verrà stabilizzato al 100%».
Ma dai banchi dell’opposizione non mancano le critiche e, di conseguenza, i voti contrari. In particolare gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno espresso molti dubbi sul calcolo delle tariffe della Tari: «E’ anomalo – ha sottolineato Gravina – che l’imposta resterà invariata quando per la Sea i costi aumenteranno inevitabilmente per via della raccolta differenziata. Delle due l’una: la determinazione dei costi è stata sbagliata in passato o è sbagliata adesso?».
Inoltre dal documento contabile si evince un debito di 14 milioni di euro, frutto, tra le altre cose, dell’evasione fiscale dei cittadini (mancano all’appello i pagamenti dei canoni dell’acqua e delle multe elevate dalla Polizia municipale). Anche per questo i grillini sono orientati a votare ‘no’: «Non ci convincono i tagli alla sicurezza stradale – spiega Gravina – ed alcune opere inserite nel piano che non hanno il carattere di urgenza e che andrebbero stralciate».
Ma lo scontro in Aula si consuma nel corso dell’approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, che per il 2018 prevede la vendita di due terreni e un relitto stradale per un totale di circa 100mila euro. Insomma, ‘poca cosa’ rispetto al piano dello scorso anno in cui figuravano la scuola di via D’Amato e quella di via Kennedy, valutate più di un milione di euro. «Peccato che le due scuole non solo non sono state ancora vendute – l’attacco del capogruppo di Laboratorio civico Francesco Pilone – ma il Comune non ha pubblicato neppure i bandi. Dunque nel bilancio sono inserite delle previsioni di vendita e dunque degli introiti che in realtà non ci sono stati. Per cui le somme del capitolo per l’edilizia scolastica e la costruzione di nuovi poli sono sostanzialmente chiacchiere».

md

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