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Venafro, lite per una dipendente: il Municipio denuncia la Comunità montana

Venafro, lite per una dipendente: il Municipio denuncia la Comunità montana

La giunta comunale, che annovera tra gli altri l’assessore Carlo Potena, cita la Comunità montana del Volturno presieduta dal commissario straordinario… Carlo Potena. Proprio così. Succede a Venafro, per questioni legate al mancato trasferimento di fondi da un ente all’altro.
La seduta dell’esecutivo nella quale è stato approvato il ricorso per decreto ingiuntivo ha visto l’ovvia assenza di Potena, ma l’imbarazzo deve essere stato comunque tanto. Sia come sia, la questione risale agli anni scorsi, per la precisione all’inizio del 2017 quando, commissario Nicandro Cotugno, la Comunità montana faceva sapere a Palazzo Cimorelli che la richiesta non poteva essere soddisfatta a fronte della «situazione di estrema precarietà del proprio bilancio».
Insomma, l’ente montano non disponeva degli oltre 15mila euro richiesti per la mobilità di una dipendente. Così, l’amministrazione municipale ha deciso di avanzare «ricorso per decreto ingiuntivo, immediatamente esecutivo, nei confronti della Comunità Montana del Volturno per il recupero della somma dovuta al Comune di Venafro, oltre interessi e rivalutazione monetaria e quant’altro dovuto per legge nonché di costituirsi nell’eventuale giudizio di opposizione promosso da parte debitrice».
La questione è stata ora demandata all’avvocata Arianna Vallone, in qualità di responsabile dell’Avvocatura comunale, affinchè proceda al recupero del credito vantato dall’amministrazione comunale nei confronti della Comunità montana del Volturno.
In altre parole, la giunta Sorbo ha ritenuto «necessario ed opportuno, nell’esclusivo interesse dell’ente, in relazione al rito giudiziale da seguire, promuovere ricorso per decreto ingiuntivo, immediatamente esecutivo, nei confronti della Comunità montana del Volturno per il recupero delle somme immotivatamente trattenute».
Non è chiaro se l’esecutivo abbia provato a recuperare bonariamente (magari sfruttando i “buoni uffici” con il commissario-assessore comunale) le somme «immotivatamente trattenute» oppure se abbia deciso di tirare dritto “forte” del rifiuto ricevuto nel 2017 dal vecchio commissario. Sia come sia, intanto il settore Finanze e tributi dovrà impegnare la spesa complessiva di 406,50 euro, relativa a 379,50 euro per il contributo unificato e a 27 euro per diritti di cancelleria, ai fini dell’iscrizione della causa a ruolo.

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