Menù

Sprar, da metà mese nuovi “sbarchi” a Venafro: attesi 30 migranti

Sprar, da metà mese nuovi “sbarchi” a Venafro: attesi 30 migranti

Prosegue l’iter burocratico che porterà Venafro alla piena adesione al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. A metà mese, infatti, gli uffici comunali preposti termineranno controlli ed accertamenti per verificare l’idoneità degli immobili indicati dal raggruppamento temporaneo di cooperative che si è aggiudicato il progetto Sprar per il prossimo triennio.
Praticamente terminate, nel frattempo, anche le pratiche di conversione dell’ospitalità dai Centri di accoglienza temporanei e straordinari a Sprar: la città inizierà con una disponibilità di 112 posti, che significa un arrivo previsto di una trentina di “nuovi” migranti da accogliere (attualmente sul territorio municipale sono presenti una ottantina di extracomunitari). Il numero, poi, salirà secondo le esigenze fino a un massimo di 137, come da protocollo d’intesa con la Prefettura di Isernia. A Ceppagna, la cui comunità ha protestato contro l’allocazione di stranieri, saranno assegnati sei migranti come da bando: stando alla “raccomandazione” dell’amministrazione comunale si dovrebbe trattare di un nucleo familiare.
Intanto Palazzo Cimorelli, dove aver affidato il servizio di accoglienza e integrazione al raggruppamento composto da Consorzio di libere imprese società cooperativa consorzio sociale onlus (capogruppo), Giada onlus cooperativa sociale per azioni (mandante), Sayonara srl (mandante) e Marchri srl (mandante), ha dato ora mandato agli uffici di procedere con una determinazione a contrarre per assegnare il «coordinamento attività di realizzazione, verifica e monitoraggio dei servizi di accoglienza integrata per richiedenti e beneficiari di protezione internazionale e per titolari di permesso umanitario da inserire nell’ambito dello Sprar».
In sostanza, si tratta di una sorta di organismo a garanzia dell’ente locale che servirà a vigilare sullo svolgimento del progetto: il Comune, a causa della carenza di proprio personale, dovrà esternalizzare il servizio per il quale il Ministero dell’Interno ha stanziato in favore di Venafro 75mila euro all’anno.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.