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Verifiche e fibrillazioni, gli esclusi puntano al ‘riconteggio’ dei dati

Verifiche e fibrillazioni, gli esclusi puntano al 'riconteggio' dei dati

In tribunale a Campobasso si lavora senza sosta. E occorreranno alcuni giorni per completare le verifiche sui dati delle regionali del 22 aprile.
In tanti, infatti, hanno lamentato – più o meno formalmente – una discrasia fra i voti che hanno raccolto i rappresentanti di lista sparsi nelle varie sezioni domenica notte e quelli contenuti nella banca dati della Regione. Banca dati che, sul sito è evidente, contiene numeri non ufficiali. Lo saranno quelli resi noti dal tribunale e poi dalla Corte d’Appello.
Naturalmente, però, le voci girano. Ci sono alcuni candidati non eletti più interessati di altri a una revisione della propria posizione. Perché potrebbero arrivare terzi anziché quarti, ad esempio, ed entrare così in Consiglio regionale una volta che l’assessore in quota a quel partito o movimento dovrà essere sostituito nell’Assise di via IV Novembre (in virtù della sospensione introdotta dalla riforma elettorale di novembre).
Tra questi, Nicola Eugenio Romagnuolo e Alberto Tramontano. E anche, in una posizione però più difficile da colmare, Francesco Totaro.
Secondo alcune indiscrezioni, i primi due avrebbero chiesto alla commissione elettorale del tribunale che sta controllando i verbali in queste ore di controllare alcune sezioni in particolare. Sezioni in cui, in base alle informazioni che avevano assunto, avevano raccolto – a titolo meramente esemplificativo – 20 preferenze e però nei dati presenti sul sito della Regione è riportato ‘zero preferenze’. Totaro pure aveva intenzione di ricontrollare situazioni di cui era sicuro. Nel suo caso la partita è più complicata perché si tratta di recuperare tante preferenze quante ne servono per far scattare il secondo seggio del centrosinistra a Leu invece che al Pd o per erodere un seggio ai 5 Stelle e conquistarne quindi un terzo come centrosinistra.
Dalla commissione, però, in alcuni casi sarebbe arrivata già anche la risposta: bisogna attendere i numeri ufficiali, poi gli interessati potranno decidere il da farsi e proporre o meno un ricorso. A questo punto, al Tar.
Non è un vero e proprio riconteggio, quello che i candidati hanno chiesto in questa fase in effetti. Perché il conteggio formalmente è quello che stanno operando gli impiegati e i dirigenti delle cancellerie in viale Elena. Le verifiche si basano infatti sui verbali cartacei compilati da presidenti e segretari di seggio. I voti sono stati poi inseriti materialmente dai dipendenti dei Comuni nel sistema informatico realizzato da Palazzo Vitale. In piena notte o all’alba: facile che possa accadere di digitare solo ‘zero’ e non 20 per esempio.
Nessuno, insomma, teme o grida al complotto. Ma la posta in gioco, l’elezione o meno in Consiglio regionale, vale la candela. Alberto Tramontano, consigliere di minoranza a Campobasso candidato alle regionali con la Lega, ha 807 voti. Ciccarella, il primo dei non eletti, ne ha 866. Nico Romagnuolo, che è quarto, ha totalizzato in Forza Italia 1.028 voti. Scarabeo, primo dei non eletti, 1.169.
Oltre a questi nomi, si sono fatti anche quelli di Giacomo Lombardi (678 voti contro i 734 di Eleonora Scuncio, prima dei non eletti della lista Iorio per il Molise) e di non meglio precisati competitor del Movimento 5 Stelle, anche se in questo caso fonti ufficiose lo escludono.
r.i.

 

 

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