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Termoli diventa “città timoteana”, messa a dimora la statua

​Era il 1239 quando, come ci racconta il documento lapideo rinvenuto sul loculo, il venerabile Stefano, Vescovo di Termoli, insieme col capitolo, ha “nascosto” nel grembo della cattedrale, il Corpo di san Timoteo “discepolo dell’apostolo Paolo”. Sono ormai passati 799 anni da quando, a pieno titolo, san Timoteo, può considerarsi cittadino termolese. L’anno prossimo, 2019, celebreremo l’800esimo anniversario del rinvenimento di questo prezioso dono. Alla vigilia di questa ricorrenza, con l’aiuto dell’Ordo Cavalieri Termoli e della Pro loco Termoli, da quest’anno, è stato istituito il “Palio di San Timoteo” iniziativa ludica che aggiudica, al rione vincitore, il compito di portare in processione il Palio del santo. Inoltre, è stato inaugurato un gruppo scultoreo, opera dell’artista termolese Cleofino Casolino, posizionato nella rotonda di Rio vivo con la cartellonistica stradale d’ingresso: “Termoli città timoteana”. Una mattinata densa di emozioni, eventi e coinvolgimento, anche popolare, per la messa, la benedizione, il corteo e la messa a dimora della statua di San Timoteo alla rotonda di Rio Vivo, a Termoli. Una cerimonia all’aperto, quest’ultima, alla presenza del parroco don Benito Giorgetta, del vescovo Gianfranco De Luca e del sindaco Angelo Sbrocca. A illustrare i contenuti artistici della statua è stato lo stesso artefice, Cleofino Casolino. «Piede come cammino e mano che mantiene un ovulo senso della vita barca, che rappresenta la chiesa che è madre e ci conferisce la possibilità di vivere e attraversare la vita, ci spinge verso un approdo sicuro. Barca disconnessa perché la vita è pesante tra momenti buoni e cattivi, San Timoteo ci garantisce un approdo sicuro regge la cattedrale e Termoli, con lo sguardo nel vuoto e nel futuro». Poi, nel pomeriggio spazio al palio, con il corteo dalla parrocchia a piazza Duomo. Borgo strapieno di gente e curiosi per assistere alle gesta dei cavalieri.

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