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Diario di un’odissea, Davide Urso: «Vale sempre la pena visitare il mondo»

Unite la passione per i viaggi, le risorse limitate, la voglia di conoscere il mondo e le sue mille sfaccettature. Immaginate poi di portare con voi un diario di bordo dove annotare ogni giorno consigli e aneddoti divertenti ed infine aggiungete la voglia di condividere questa esperienza con tutte le persone che incontrate lungo il vostro cammino.
Da questo cocktail di emozioni nasce il progetto di Davide Urso, giovane travel blogger salentino, già impegnato da tempo nel mondo dell’editoria e autore del libro “Diario di un’odissea positiva”. Il suo blog, www.auventura.net, conta ogni giorno migliaia di visualizzazioni e rappresenta una miscela vincente di foto, video e post entusiasmanti per gli appassionati di viaggio.
Lo scrittore, a bordo di un camper-biblioteca, denominato Bibliovan, sta attualmente promuovendo il suo ultimo libro in un tour partito il 6 aprile da Andrano, suo paese d’origine, che toccherà nei prossimi mesi tutte le regioni d’Italia. Al centro degli incontri la storia del suo particolarissimo viaggio, un percorso di 23mila chilometri in furgoncino, da Madrid a Capo Nord, per poi arrivare a Lecce e ritornare a Madrid, passando per ventuno nazioni.
Un racconto avvincente fatto di aneddoti, foto, video e consigli utili per chi vuole intraprendere un’esperienza simile, che ha incantato, tappa dopo tappa, foto dopo foto, anche i più piccoli.
Ieri mattina infatti il travel blogger è stato ospite presso l’Istituto Igino Petrone di Campobasso nell’ambito della rassegna letteraria “Ti racconto un libro” .
L’evento è stato promosso ed organizzato dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani con la direzione artistica di Brunella Santoli. «Siamo felici di aver accolto la sua proposta – il commento della Santoli -. Il suo è un modo facile, diretto e divertente di avvicinare le persone. I bambini sono assolutamente entusiasti di questa iniziativa e sono rimasti affascinati dal racconto del viaggio di Davide che, con un approccio assolutamente diverso, ha saputo coinvolgere con estrema facilità i più piccoli».
«Questo progetto – ha spiegato l’autore – è nato in un momento perfetto della mia vita. Avevo un lavoro che potevo svolgere in qualsiasi parte del mondo e non avevo impegni familiari che mi frenassero dal poter intraprendere questa esperienza. Non avendo troppi soldi però ho dovuto inventarmi un viaggio “super-economico”. Ho viaggiato e dormito per 59 giorni in un furgoncino, ho mangiato per strada cucinando solo con un fornello da campeggio e ho utilizzato la piattaforma Bla bla car per dare passaggi a persone che non conoscevo risparmiando così sul diesel. L’intero viaggio ha avuto un costo complessivo di 780 euro. Ho poi deciso di unire al diario giornaliero anche consigli utili per risparmiare durante i viaggi. Inoltre ho pensato che, essendo un libro che parla di viaggi, non potevo promuoverlo in maniera diversa se non viaggiando. Il Porto museo di Tricase poi mi ha contattato mettendo a disposizione del tour promozionale il bibliovan ed è così che è partita questa esperienza. Al momento sto incontrando gli studenti nelle scuole ma mi hanno anche proposto di presentare il libro nelle carceri italiane».
Al termine dell’incontro i bambini hanno visitato il bibliovan parcheggiato all’esterno della scuola e con grande entusiasmo hanno salutato lo scrittore. Una piccola studentessa si è avvicinata a lui sussurrandogli all’orecchio «è stato il racconto più bello che abbia mai sentito».
E lui, quasi commosso, ci ha confessato «la gioia del viaggio in sé è seconda solo alla felicità che vedo negli occhi dei bambini che mi ascoltano.
Ai ragazzi consiglio di studiare, non solo per ottenere buoni voti, ma perché quelle nozioni torneranno sempre utili nella vita. Se ho fatto questo viaggio è proprio perché ho acquisito competenze imparate durante gli anni della scuola. Agli adulti invece quello che racconto è che il mondo è molto più bello di quanto venga descritto nei tg e sui giornali. Purtroppo fanno notizia solo le cose negative, come attentati e delinquenza. Ma nella mia esperienza ho capito che vale sempre la pena viaggiare. Vale sempre la pena essere cittadini del mondo».
SL

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