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Deleghe, la rimodulazione fa sparire i malumori

Prima la riunione della giunta con la definizione delle delibere più urgenti, oltre una decina secondo fonti di via Genova.
Poi la questione prioritaria rispetto al resto. Semplicemente perché senza l’attribuzione definitiva delle deleghe, gli assessori non sarebbero in grado di lavorare. Quindi il presidente della giunta ha incontrato uno per uno i cinque assessori. Ognuno ha detto la sua. Qualcosa già era noto. Cavaliere, uscito con una delega monstre (Agricoltura e Lavori pubblici) dalla prima tornata di assegnazioni, aveva detto chiaramente che alle Politiche agricole non avrebbe rinunciato. Niro sosteneva e lo ha ribadito ieri al governatore la necessità di comporre incarichi omogenei. Cotugno, vicepresidente, pure ieri mattina ha prospettato una serie di soluzioni per rendere omogenee fra loro le deleghe. Alla fine, in serata, il decreto. Niro non è più assessore alle Attività produttive ma ai Lavori pubblici e ai Trasporti. «Avevo già ringraziato il presidente per avermi attribuito lo sviluppo economico e apprezzato la scelta per la quale ero pronto ad essere operativo. Adesso – commenta Niro – ribadisco l’apprezzamento e lo ringrazio ulteriormente sperando di iniziare subito a lavorare per affrontare le molteplici problematiche dei settori che mi sono affidati». Fra le altre partite, Niro gestirà l’elettrificazione della linea ferroviaria fino a Roma.
Al suo posto in via XXIV Maggio arriva Vincenzo Cotugno, che mantiene Turismo e Cultura e aggiunge pure il Marketing territoriale. «Nella ricognizione effettuata in giunta con il presidente – spiega l’ex presidente del Consiglio – ognuno di noi ha sottoposto richieste e aspettative per un eventuale riordino per aree omogenee. In linea di massima la rassegnazione rispecchia proprio questo obiettivo». Soddisfatto, naturalmente, e pronto a lavorare. «Sì, certo. Pronti a lavorare tutti».
Al quinto assessore, perché nominato dopo gli altri, Luigi Mazzuto vanno il Lavoro, con la delega riattribuita dopo le dimissioni di Petraroia, le politiche sociali e dell’immigrazione. «Sono felicissimo. Ci siamo spesi molto su questo tema come Lega e l’obiettivo è portare in questo settore il nostro esempio di buon governo», il commento di Mazzuto. «Abbiamo la necessità di capire lo stato dell’arte, cosa ci hanno lasciato, anche perché l’assessorato è stato abbandonato. C’è molto da fare, lavoro chiama lavoro. E ci sono – conclude – fondi europei da andare a prendere».
Forza Italia cede i Lavori pubblici e i Trasporti. Di Baggio conserva l’Urbanistica e le Politiche abitative.
A denti stretti e microfoni spenti qualche critica resiste. Ufficialmente però va tutto bene. Di sicuro, meglio di qualche giorno fa.
La nota di Palazzo Vitale ribadisce quanto Toma aveva già anticipato. Il governatore ha assegnato le deleghe a Mazzuto e contestualmente ha ritenuto utile provvedere ad una ridistribuzione delle deleghe per rendere maggiormente efficace l’azione di governo e il monitoraggio semestrale sull’attività degli assessori.
ritai

 

 

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