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Misteri a Campobasso, identità e unità nelle parole del vescovo: la sfilata chiusa all’insegna della distensione

Misteri a Campobasso, identità e unità nelle parole del vescovo: la sfilata chiusa all’insegna della distensione

Paolo Saverio Di Zinno porta bene. È lui che, unendo le istituzioni nella celebrazione dei 300 anni trascorsi dalla sua nascita, fa ricordare questa edizione dei Misteri come quella della ‘distensione’, quasi pacificazione.
L’arcivescovo di Campobasso-Bojano Giancarlo Bregantini, che qualche giorno fa ha provocato un dibattito accesissimo dichiarando che i 5 Stelle sono «incompatibili con la morale cattolica», dal balcone di Palazzo San Giorgio chiude l’incidente. Se li avesse scomunicati, si potrebbe dire che ieri li ha riabilitati.
È l’anno di Di Zinno, inizia così la sua riflessione il presule prima della benedizione. «L’anno che ne ricorda la nascita, il 3 dicembre del 1718, un anno che inizia oggi, con la festa del Corpus Domini e che si concluderà il 23 giugno 2019, con la solennità del Corpus Domini. Ricordare questa geniale figura è oggi per noi una festa. Ed insieme un impegno. È bello, però, notare che questa celebrazione ci vede tutti uniti: Diocesi, Comune, Regione, Sovrintendenza, parrocchie, mondo culturale, realtà sociale, scuole, popolo tutto. Perché è un nome che ci onora tutti. Mettersi perciò tutti insieme, tutti uniti, attorno a questa figura è molto fecondo e vitale». L’unità, ha proseguito, «paga sempre, ricompensa, crea una città fortificata contro il male. Unico infatti è lo scopo: rendere più bella e più feconda questa nostra città e questa nostra terra. Proprio in questo stile di lavoro unitario, di comunione, di sinodalità vogliamo rallegrarci della creazione del nuovo governo. Grazie al nostro Presidente Mattarella. Dopo mesi di tensioni ed attese, si è arrivati ad un accordo che auspichiamo possa dare frutti buoni e durevoli. Gli antichi dicevano che “dai parti più difficili, nascono i figli più belli”!». Un augurio, ha aggiunto. Ma è una dichiarazione così ‘generosa’ verso un esecutivo di cui i 5 Stelle rappresentano uno dei pilastri – da parte di un vescovo che non ha usato mezzi termini pochi giorni fa – e l’altro è la Lega, distante dalla Chiesa sulle politiche per l’immigrazione, da apparire chiaramente come un gesto di distensione. Qualche fischio dal basso, più abitudine a reagire alla ‘casta’ che altro forse.
«Così per la nuova amministrazione della Regione Molise», ancora Bregantini. Sul balcone, il governatore Donato Toma ha accolto con entusiasmo l’incoraggiamento.
Dal punto di vista religioso e sociale, poi, Bregantini ha riflettuto su diversi concetti.
«Di Zinno è un grande credente. Ha saputo raccogliere nell’arte sua la forza della fede. La spiritualità che sa poi creare capolavori. Senza fede, nulla si costruisce; nulla rimane; nulla diventa arte! E anche in un mondo secolarizzato come il nostro, che sembra aver perso ogni valore, questa nostra manifestazione odierna dimostra che il nostro cuore è sempre orientato verso il cielo. Verso Dio. Folklore e spiritualità sono sempre inscindibili, come amo ripetere spesso. I Misteri infatti nascono così: rendere visibile l’invisibile mistero dell’Eucarestia. Tutta la vita di un popolo, aggregato proprio attorno a questo mirabile mistero eucaristico, vi è qui raccolta! Perché il pane eucaristico viene a raccogliere ogni nostro lavoro. Ecco l’artigiano, con San Crispino; l’agricoltore con San Isidoro; i pastori con San Nicola nella esperienza perenne della transumanza; i carcerati con San Leonardo; il mondo di Napoli, come Capitale, con San Gennaro. E non manca la malattia guarita, con San Rocco, il monito all’umanità di San Michele, per tutti; la presenza di Maria nella vita nostra quotidiana. Santa Maria Maddalena: annuncia! Tutto è qui raccolto. Come Abramo la fede provata e vera! Perché l’Eucarestia diventi vita; e la vita si faccia Eucarestia. Nella logica del Sacro Cuore, nel mese di giugno!».
Di Zinno è un esempio e un monito. «Ai giovani, ai lavoratori, all’amministrazione pubblica. Ogni lavoro sia fatto con passione ed “ingegno”. Ci sia cura nelle cose; preparazione accurata e saggia; entusiasmo e zelo, voglia di cambiare; dimensione creativa. Non ci siano ripetizioni stanche o comode. Né rassegnate. Di Zinno è stato creativo, innovativo. Questo è ciò che ci vuole, oggi. A tutti i livelli, anche per la chiesa e la società tutta! Solo così impareremo ad avere una nostra identità di popolo, di popolo molisano, più marcata e meno dipendente da altre regione o da altre terre o culture. Pur in un costante intreccio, come ha insegnato perennemente la esperienza formativa della “transumanza”. Identità e passione. Identità ed incontro. Talento per servire e portare in alto i nostri cuori! Ed ecco, allora, il terzo insegnamento che ci affida il nostro grande artista, Paolo Saverio Di Zinno: contemplare il cielo. Proprio in questo cielo azzurro, oggi, innalziamo sempre più il nostro sguardo, per contemplare i nostri piccoli che si fanno angeli! Angeli di pace. Angeli di intercessione. Angeli di speranza per un domani che ci permetta di costruire qui, in terra la città del cielo, la celeste Gerusalemme. L’Eucarestia, infatti, che oggi festeggiamo, è un perenne invito a “sederci, tutti, uniti, alla tavola del cielo”! Con Colui che è il Signore del cielo e della terra!».
Ai politici ha indicato di nuovo la sedia rovesciata: la necessità che il potere sia umile: «Va custodito sempre il monito che ci lancia il mistero di San Michele: il potere sia sempre servizio! Allora, realmente, l’Eucarestia sarà pane spezzato per tutti, lavoro per tutti, festa per tutti».

r.i.

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